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lunedì 27 luglio 2015

La Ditta Motta: un fiore all'occhiello dell'industria pellese

 
 
Giacinto Motta
 
 
Una pubblicazione
 
Giacinto Motta (nato a Mortara il 5 aprile 1870 e morto a Orta Novarese il 12 dicembre 1943) è stato docente di tecnologie elettriche presso il Politecnico di Milano dal 1900 al 1922. Si occupò principalmente di imprese elettriche e di telecomunicazioni preconizzando, per primo in Italia, l'uso di cavi sotterranei. Dal 1918 fu consigliere delegato della Edison.
Per Pella, la Ditta Motta fu un'altra bella realtà industriale,
L'ing. Giacinto Motta acquistò il complesso industriale dall'ing. Ferraris a Pella nel 1938 ed il il figlio primogenito, ing. Mario (nato il 6 maggio 1908) riconvertì l'azienda verso la meccanica di precisione, ottenendo importanti commissioni belliche, tra cui la produzione di sensori per i siluri della Marina militare.
Purtroppo, lo sviluppo della produzione fu tragicamente interrotto il 16 novembre 1944 dall'assassinio dell'ing. Mario Motta, che collaborava con la Resistenza, a Bolzano Novarese.
Il lavoro riprese nel dopoguerra con la produzione di macchine utensili, attività che fallì.
 
 
Il monumento a Bolzano Novarese a Mario Motta


Giacinto Motta al centro con i baffi
                                    
 

lunedì 27 aprile 2015

Regate per signorine




Locandina gara

Da Orta a Pella le donne si svolgevano gare di voga per rematrici. È del 1893 la regata per “signorine” con la partecipazione di cinque imbarcazioni con equipaggi femminili di cui riproduciamo il documento con i nomi, la classifica e i premi assegnati.


Elenco partecipanti
 
Il premio delle signorine



lunedì 20 aprile 2015

A Pella si producono cerniere per valigeria



                                     
Lo stabilimento Ferraris a Pella


Nel gennaio 1907 viene costituita a Milano la “Società Anonima ing. Ferraris di Pella” con un capitale di 400.000 lire.
La manodopera fu in parte locale e in parte immigrata: dalla Germania, dove Ferraris aveva lungamente ed abilmente assimilati i segreti dei procedimenti meccanici, giunsero il tecnico attrezzista e da Milano altri operai specializzati.
Il 22 dicembre 1910, lo stabilimento, che occupava più di cento operai e produceva ferramenta, articoli di viaggio, cerniere, serrature ed altre minuterie metalliche, fu completamente distrutto da un incendio. La fabbrica fu ricostruita ed ampliata, e riprese l'attività nella primavera del 1911.
Durante la prima guerra mondiale fu dichiarata stabilimento ausiliario con DM del 26 gennaio 1918.
 
Operai all'interno dello stabilimento

 

lunedì 2 marzo 2015

Nuove opere al cimitero di Pella

La nuova cappella di S. Rocco
 
 
Il 1878  fu un anno di fervore per Pella: infatti non solo la Chiesa Parrocchiale si era rivelata insufficiente, ma anche il cimitero. Venne allora più che raddoppiato lo spazio, occupando una porzione di terreno della Masseria Zanotti e innalzando la grandiosa cappella-oratorio, dedicata a S. Rocco, con la sottostante cripta muraria, destinata ai parroci e ai notabili del paese.
Da questo ampliamento e rinnovamento derivò un inconveniente: a S. Rocco, protettore degli appestati, era già dedicato in precedenza uno stabile, posto a destra dell'ingresso, in basso, sulle sponde del Pellino, con l'apparente aspetto di Oratorio, in realtà destinato a lazzaretto per Pella e paesi vicini.
La località era veramente la più indicata per tale funzione umanitaria: separato dal paese che veniva quasi difeso e dalle acque e dalla brezza del Pellino, sicure per la pulizia ed il lato igienico, nonché la prossimità al cimitero che rendeva più facile la tumulazione di quanti, purtroppo allora, restavano vittime delle calamità infettive.
L'interno  era  decorato da buoni affreschi illustranti le opere di misericordia. Costruita la nuova cappella, dedicata pure a S. Rocco, con la bella tela di sfondo, il lazzaretto venne trascurato ed infine dimenticato. Un vero peccato che non si sia potuto conservare questo piccolo patrimonio artistico.
 
 
L'altare in marmo di Oira e la pala d'altare
 

lunedì 9 febbraio 2015

Inondazioni a Pella

 



Lago tracimato a Pella (1951)
 
 
a Pella il lago è in piazza (1978)
                                     
 
La passeggiata del lungo lago a Pella è piacevole ed invitante, specie nella bella stagione. Come immaginare che il lago possa fuoriuscire dagli argini ed inondare la piazza? In realtà nel corso degli anni, più volte il lago ha oltrepassato le sue sponde.
Un’immagine degli anni '30 dello scorso secolo, probabilmente si riferisce ad una piena del 1926. Un'altra testimonianza della tracimazione del lago è del 1951, con tanto di passerelle per attraversare la piazza.
Per ultimo una foto degli anni '80 che potrebbe riferirsi alla piena verificatasi in occasione dell'alluvione del 1978, nella quale è stato registrato il maggiore livello idrometrico di cui si abbiano dati attendibili (292,31 m s.l.m. Il 01/11/1978); questa piena rimane ancora quella di riferimento del lago. Almeno fino a quella del 2014...
 
 
Inondazione a Pella (1928)
 

lunedì 29 dicembre 2014

A Pella: ruvide tele e raffinate sete


casa Maria Ausiliatrice ex filanda (1939)


La filanda di Pella, in precedenza adibita a varie funzioni tra cui quella di fucina, sbianca di tele e segheria, sorse in stabili dati in affitto nel 1769 da Angela Ferrari Zanotti ai fratelli Tonetti di Orta.
La fabbrica finì poi nelle mani di Giovanni Bonasegala di Vigevano che contrasse, prima di morire, un prestito col monastero dell'Assunta di Vigevano.
Nel 1823 lo stabilimento fu affittato a Giuseppe Bellosta e infine, con atto del 18 gennaio 1826, fu venduto all'asta al procuratore Giuseppe Galimberti. Verso la fine degli anni Venti era in piena attività con 11 filatoi di organzino a cui erano addetti 18 uomini e 60 donne.
Raggiunto un risultato qualitativo nel 1855, il Setificio Galimberti prese parte all'Esposizione di Parigi e i suoi prodotti furono premiati con medaglie, un prestigioso riconoscimento "all'industria italiana della seta".
Tuttavia, dopo l'unificazione nazionale, le sorti della seta andarono declinando e fu sempre più difficile per le piccole manifatture rimanere sul mercato.
Per il setificio di Pella, il colpo definitivo fu assestato dal naufragio di una nave che trasportava un prezioso carico di bozzoli provenienti dall'oriente. Inizia così un declino con spiacevoli contestazioni con l'amministrazione comunale.
Nel 1931 l'intero complesso, ormai usato solo in parte come residenza di villeggiatura, fu donato dall'ing. Augusto Galimberti alle suore di Maria Ausiliatrice.


 

Un fornello per bozzoli da seta
 
 

Tipico filatoio medievale per seta