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lunedì 16 gennaio 2017

Alzo ha uno sportello bancario!


Nel 1921, il 24 aprile, venne inaugurato lo sportello della Cassa di Risparmio di Novara, voluto dal geom. Celso Gualea e da Marco Simonetta.
La prima sede si trovava in via Durio all'attuale numero civico 82 di casa Assi Angelo e agli sportelli operavano i signori Vicini Enea di Orta e Dulio di Borgomanero.
Nel 1923 venne introdotto il servizio di esattoria, con evidente comodità dei cittadini.
La successiva sede, dopo la seconda guerra mondiale, fu spostata all'inizio sud del paese, e allo sportello erano impiegati i signori Baldioli di Omegna e Ancellotti di Artò.
Nel 1979 fu costruita la nuova sede in piazza Fiorentini dove si trova tuttora.
Durante questi anni l'originale Cassa Risparmio di Novara si trasformò in "Cassa Risparmio delle Provincie Lombarde", diventando Banca Intesa alla fine degli anni '90. Dal 2006 è accorpata alla Intesa Sanpaolo.
Curiosità: la parola "Provincie" corrisponde esattamente al desueto plurale ortografico   che fu adottato all'epoca della sua denominazione, caratterizzando quindi il marchio "storico" della banca stessa.



giovedì 29 dicembre 2016

Il canonico Francesco Fiorentini

Il canonico FRANCESCO FIORENTINI, fu Giovanni e fu Santina Caterina, nacque ad Alzo il 22 marzo 1848, dove abitava in via Risorgimento, (ora via Durio), poco decine di metri prima della casa ad arco all'uscita del paese verso nord.
Fu ordinato sacerdote nel 1873 e celebrò la sua prima messa il 5 ottobre 1873 nella parrocchia di Alzo. Nel settembre del 1923 celebrò la messa di cinquant'anni di sacerdozio presso il Monte Mesma, come egli descrive nelle sue memorie.
Aveva tre fratelli: Giulio, Lorenzo e Pietro oltre alla sorella Cristina. Quest'ultima nata il 23 luglio 1856 e morta all'età di 71 anni il 7 gennaio 1928, - nubile – lasciò detto di volere un funerale di prima classe, ed assegnò un lascito di Lire 100 all'anno per messe di suffragio.
Il sacerdote Fiorentini ha lasciato diversi scritti e un lungo "sonetto" in versi e in rima, datato 20 settembre 1923, in cui racconta la sua vita dalla nascita fino alla vigilia della sua dipartita, definendolo "testamento fisico e morale".
Fu tra coloro che, alla fondazione dell'Asilo Infantile di Alzo, chiese che il Parroco fosse nominato tra i membri di diritto del consiglio di amministrazione, ma non fu mai titolare della parrocchia di Alzo.
Morì a 76 anni, il 26 giugno 1924 e fu sepolto nel cimitero di S. Filiberto.


giovedì 22 dicembre 2016

La "reale caserma " dei Carabinieri e le vicende alzesi

In un giorno di maggio del 1906 il chimico farmacista  Mazzetti Giuliano della farmacia in Alzo, quella mattina era a Gozzano per convolare a nozze con Caterina Guidetti. Si ricordò di avere lasciato ad Alzo i documenti delle pubblicazioni e,  inforcata una bicicletta, recuperati i documenti, ritornò verso Gozzano. All’altezza dell’oratorio della Madonna di Luzzara fu aggredito, pestato e derubato d’ogni suo avere: l’orologio d’oro con catena, Lire 1.500 in contanti, un cofanetto con gioielli che gli aveva affidato una zia per farne dono alla novella sposa, e anelli di cui uno con brillanti che gli fu strappato dal dito con evidenti “morsicature” per poterlo meglio sfilare.
Il fatto suscitò immenso scalpore ed indignazione tra i cittadini della sponda occidentale del lago tanto che si incominciò a reclamare una stazione dei Reali Carabinieri da insediare da questa parte. 
Caserma inaugurata nel 1911
L’esigenza di tale richiesta era giustificata dal fatto che i Reali Carabinieri di Orta, a causa delle “enormi distanze” avevano difficoltà a raggiungere la sponda occidentale del lago, ed inoltre mancava il  telegrafo nel comune di Pella.
Costruito un apposito edificio voluto da Francesco Fiorentini, notabile della frazione di Alzo, il 16 marzo del 1911 fu inaugurata la stazione dei Reali Carabinieri per servire i Comuni della sponda occidentale del lago d’Orta firmatari della richiesta.




venerdì 30 settembre 2016

Mestieri e tradizioni dimenticati


Percorrendo le strade di Alzo, possiamo scorgere alcune tracce di un passato non molto lontano, ormai destinato all'oblio, ma che ci permettono di considerare come l'acqua, i molini, i torchi, e così via, fossero elementi indispensabili per la vita quotidiana del paese.

Uno degli ultimi pozzi ottocenteschi, ancora visibile sulla via centrale del paese, testimonia l'importanza di poter avere l'acqua a portata di mano.

Ad Alzo esisteva un vecchio mulino che procurava farina per gli antichi alzesi rendendoli un po' meno dipendenti dalla farina prodotta a Pella. Di questo edificio, che doveva essere all'incrocio con la "strada del Molinaccio", se ne conserva memoria nell'indicazione del luogo.
L'unica traccia della presenza dei vecchi molini sembra essere la serie di pietre che attraversano la strada in uno spiazzo, pochi metri a sud del ponticello sulla Plesna: quelle pietre delineano, per qualche metro, un'antica gora molinara.
Anche la "via del Torchio" indica la presenza, nel Settecento, di un torchio per pigiare l'uva e, forse, anche per ricavare farina dalle castagne secche.

Di proprietà della famiglia Fiorentini pare fosse ancora in uso a fine Ottocento, probabilmente a disposizione della comunità. Si intravvede  la tettoia e sul muro si legge in colore ruggine. "1794/ Fran.co Fiorentini/FF."



giovedì 3 dicembre 2015

Un matrimonio di fine Ottocento

 
 
 
 
 
Gli sposi Fiorentini- Simonetta
                                    
 
 Nel 1899 Francesco Fiorentini sposa la novarese Anna Simonetta: è così che si intrecciano le vicende delle famiglie che più incisero sulla storia economica e sociale di Alzo.
Francesco, nato nel 1871, a quel tempo era sindaco di Pella ed era il sindaco più giovane d'Italia, mentre Anna Simonetta apparteneva alla nota famiglia di proprietari delle cave di granito.
Il matrimonio fu senz'altro un avvenimento importante, proprio in chiusura dell'Ottocento, e unì due potenze economiche del territorio.
Le nozze, avvenute a Novara il 29 aprile 1899, come da partecipazione originale, hanno avuto un secondo momento di festeggiamenti in Alzo, allorché il 4 giugno dello stesso anno, fu organizzato un raffinato banchetto per coloro che non avevano partecipato alla cerimonia novarese.
Il menu, assai ricercato e degno di uno chef rinomato, sottolinea l'importanza dell'evento.
 
 
 
La partecipazione delle nozze

Il raffinato menu
 

giovedì 6 agosto 2015

Opere d'arte per ricordare

 
 
Particolare del viso
 
 
 
Opere d'arte di grande valore si possono vedere anche nei cimiteri, i quelli delle grandi città e in quelli più raccolti e periferici dei nostri paesi.
E' il caso del cimitero di San Filiberto di Prorio nel quale si possono ammirare diverse tombe che, realizzate nel bellissimo granito di Alzo con statue bronzee, presentano veri capolavori usciti dalle sapienti mani di scultori e artigiani.
Campeggia nel centro del cimitero di Prorio la tomba della famiglia Fiorentini, fatta costruire nel 1903 da Costanza Fiorentini Durio, la quale si avvalse dello scultore Costantino Sterati di Varallo (1861-1906) che è l'autore della dolente figura femminile in bronzo, inginocchiata sulla roccia nel cui interno riposano le spoglie dei defunti.
La statua fu realizzata dalla fonderia artistica Emilio Sperati di Torino. Fu questo un artista di grande talento: nato nel 1861, frequentò l'Accademia di Brera dal 1874 al 1883 e nel 1903 si trasferì a San Pietroburgo dove ebbe alterne vicende nel 1906 durante la realizzazione del monumento allo zar Alessandro III con lo scultore Paolo Troubetzkoy. Ritornò in Italia e a Torino morì il 30 agosto 1931.
Presso Palazzo Lascaris a Torino è la raccolta delle sue opere che la figlia ha donato alla città: una meravigliosa collezione di bronzetti di inestimabile valore artistico.
 
 
 
Particolare della statua in bronzo
                                                       
 
 
 

La tomba della famiglia Fiorentini
 

giovedì 5 febbraio 2015

Una donna d'altri tempi: Costanza Durio

Costanza Durio vedova Fiorentini

Nell'ottobre del 1871, muore ad Alzo Francesco Fiorentini all'età di 36 anni lasciando la vedova Costanza Durio (di soli 33 anni) con quattro figli minorenni tra i 10 anni ed i pochi mesi. La signora Costanza non si perde d’animo: proveniente anch’essa da una famiglia benestante di Civiasco, con la quale i Fiorentini sono doppiamente imparentati poiché una Filomena Fiorentini (sorella del Francesco defunto nel 1871) ha sposato Pietro Durio fratello di Costanza, si dimostra un’energica donna d’affari e un'oculata amministratrice dei beni del marito.
La vita le riserva nuovi dolori: i primi tre figli – Alfonsa, Alfredo e Cesare – muoiono giovani, tra i 22 e i 28 anni d’età: rimane l’ultimogenito Francesco, che lei affianca nella passione e nell’amore per la sua terra, sostenendolo e aiutandolo nella vita pubblica e politica.  
i figli Alfonsa, Alfredo e Cesare

Costanza è una donna di temperamento e di carattere che potremmo paragonare ad una moderna manager e sa farsi valere in ogni frangente, forte del ruolo che i due importanti casati riassunti nella sua persona quasi le impongono.
Nel 1885 fa costruire in Alzo dall'architetto Giovanni Cerutti di Valpiana di Valduggia "Villa Fiorentini", una delle più belle dimore della sponda occidentale del lago d'Orta.
Muore nel 1908, all'età di 70 anni, e le sue spoglie sono nella tomba di famiglia a San Filiberto.
villa Fiorentini



giovedì 22 gennaio 2015

La “Reale Caserma” dei Carabinieri e le vicende alzesi

La caserma dei Carabinieri costruita nel 1911

èun luminoso giorno di maggio del 1906 per il protagonista della “disastrosa” vicenda che vi raccontiamo: il signor Mazzetti Giuliano chimico farmacista, direttore e proprietario della farmacia in Alzo, quella mattina era a Gozzano per convolare a nozze con Catterina Guidetti. Sennonché si sovvenne di avere lasciato ad Alzo i documenti delle pubblicazioni effettuate e, inforcata una bicicletta, recuperati i documenti, ritornò verso Gozzano ma, all’altezza dell’oratorio della Madonna di Luzzara fu aggredito, pestato e derubato d’ogni suo avere: l’orologio d’oro con catena, Lire 1.500 in contanti, un cofanetto con gioielli che gli aveva affidato una zia per farne dono alla novella sposa, e anelli di cui uno con brillanti che gli fu strappato dal dito con evidenti “morsicature” per poterlo meglio sfilare.
Il fatto suscitò immenso scalpore ed indignazione tra i cittadini della sponda occidentale del lago tanto che si incominciò a reclamare una stazione dei Reali Carabinieri da insediare da questa parte. L’esigenza di tale richiesta era giustificata dal fatto che i Reali Carabinieri di Orta, raramente al completo nell’organico di cinque e molto sovente ridotti a tre, a causa delle “enormi distanze” avevano difficoltà a raggiungere la sponda occidentale del lago. L’altra difficoltà denunciata è la mancanza del telegrafo nel comune di Pella.
Venne costruito un apposito edificio, voluto espressamente da Francesco Fiorentini notabile della frazione di Alzo, e il 16 marzo del 1911 fu inaugurata la stazione dei Reali Carabinieri  per servire i Comuni della sponda occidentale del lago d’Orta firmatari della richiesta.

antica insegna carabinieri ad Alzo



giovedì 8 gennaio 2015

Alzo: nasce La Famiglia Alzese

la sede della Famiglia Alzese

Febbraio 1901 nacque l'idea di istituire la Famiglia Alzese: lo si apprende da un diario manoscritto di Francesco Fiorentini, nato ad Alzo nel 1871, figlio di Francesco Fiorentini e di Costanza Durio, che elaborò tale prospettiva passeggiando “sulla Colma”.

Con la partecipazione dei capifamiglia di Alzo, fu promosso un Comitato per racimolare i denari necessari alla costruzione di un fabbricato "con vani ampi ed adatti a tener riunioni, pranzi, divertimenti; ad alloggiare la Società Operaia, la scuola Elementare e l'Insegnante di questa, e qualsiasi altra istituzione benefica che sia per sorgere."

Il 23 marzo 1901 il signor Borionetti Gaetano vendette al signor Fiorentini Francesco una pezza di terreno nella regione detta Ronchi, con lo scopo di costruire un fabbricato destinato a uso Asilo Infantile, per l'importo di Lire seicento e con diritto di passaggio per accedere al fondo superiore.
Il 7 aprile 1901 Fiorentini Francesco emise una "circolare" desinata agli alzesi, che illustrava il progetto, gli scopi, la spesa da sostenere, le proposte per recuperare il denaro necessario e, attraverso la sottoscrizione di azioni, si raccolsero i denari necessari per iniziare l'opera.
Nel maggio 1901 iniziarono i lavori di fondazione del nuovo fabbricato sotto la direzione del geometra Ettore Vanini, il quale aveva allestito un piccolo progettino di massima, che il defunto signor Gino Bedoni, scultore, ingrandì per poterne fare un cliché".


Il 9 marzo 1903 viene inaugurato e messo in funzione l'Asilo Infantile Famiglia Alzese.

Francesco Fiorentini 1871-1922

le azioni emesse nel 1901

giovedì 25 dicembre 2014

La piazza Fiorentini ad Alzo

La piazza Fiorentini ad Alzo

In un atto dell'11 ottobre 1867 risulta l'acquisto del  terreno sulla piazza di Alzo per dedicare la piazza stessa a "F. Fiorentini 1869". Non è dato sapere quale Fiorentini si volesse celebrare, sebbene questa famiglia abbia avuto un'importanza rilevante nell'economia del borgo per le molte attività e imprese che gestiva e per i numerosi possedimenti sul territorio.

Si può ipotizzare che la data "1869" possa riferirsi a due Francesco Fiorentini: uno, Francesco che indichiamo "senior"  sposato con Nicola Giuliani, era nato nel 1803 e muore nel 1874. L'altro, Francesco junior, sposato con Costanza Durio, nasce ad Alzo nel 1837 e muore nel 1871. In entrambi i casi la dedicazione della piazza avviene quando erano entrambi in vita e, quindi, si può ritenere che sia stato un atto per riconoscere alla famiglia la munificenza elargita alla popolazione alzese.

Francesco Fiorentini junior 1837 - 1871

Francesco Fiorentini senior 1803-1874


lunedì 24 novembre 2014

L'ippocastano abbattuto


2004 - l'ippocastano prima di essere abbattuto
Era un maestoso albero di ippocastano che sovrastava la piazza panoramica di Alzo, sotto i quale d'estate volentieri si sostava a chiacchierare e a riposare.
L'albero, che aveva raggiunto un'altezza di 36 metri ed era visibile dall'altra sponda del lago, era secolare: nel 1907 risulta che furono spese ben Lire 10,00 per effettuare la concimazione, somma pagata da Pietro Durio.
Purtroppo fu detto che era malato e, quindi, decretato il suo abbattimento. L'albero fu abbattuto nell'aprile del 2004 con un gran impiego di mezzi .

Al suo posto  un nuovo arbusto è stato piantato subito dopo, ma ha avuto breve vita poiché si è rivelato malato. In attesa di una più dignitosa sistemazione, oggi la piazza si presenta arredata da una semplice aiuola.
2004 - l'albero abbattuto


il nuovo castagno

martedì 21 ottobre 2014

La Società Operaia di Mutuo Soccorso


Il vessillo della società
Ad Alzo nel 1885 venne costituita la Società Operaia di Mutuo Soccorso della Riviera Occidentale e nel 1889, l'8 settembre, fu inaugurato il vessillo davanti ad altre ventinove consorelle. La madrina fu Costanza Durio, vedova Fiorentini.
vessillo SOMS (1889)

lunedì 13 ottobre 2014

La cartiera di Pella

Già nel 1736 esisteva a Pella un "fabbricatore di carta", come da inventario redatto a  seguito della morte del proprietario Giuseppe Vigorè. Nel 1807 è sindaco di Pella Pietro Vigorè, indicato anch'esso come "fabbricatore carta" in un complesso in cui erano occupate circa 20 persone. Pietro Vigorè e il fratello canonico Nicolao mantennero la proprietà della casa di abitazione e cartiera detta "La Tesa" e del terreno inserviente alla stessa, situato "avanti la Chiesa" di Pella, fino alla loro morte. Nel 1846 la cartiera  passò alla vedova di Pietro, Margherita Ledi che, a sua volta, la cedette nel 1847 a Franco Fiorentini.
Egli vi apportò importanti miglioramenti tecnici, ma nel 1871, dovette sostenere una vertenza con gli abitanti e la giunta di Pella poiché, proprio “per l’effetto del nuovo sistema della fabbrica di carta”, l’acqua della Roggia Molinara scorreva “sporca, fuori d’uso, e tramandante odore insalubre.”

1888 - la Cartiera in una veduta esterna

La proprietà Fiorentini durò fino al 1874 quando, a sua volta, fu venduta ed acquistata dai fratelli Raffaele, Cesare, Alberto ed Edoardo Sonzogno.
L’atto del 1874 fornisce una descrizione dettagliata dell’impianto di Pella: “Il fabbricato ad uso cartiera con terreno annesso, cinto da muri, composto di diversi locali inferiori e superiori come si trova da terra al tetto compreso, colla inerente ragione d’acqua quale forza motrice che si deriva mediante apposito canale (compreso nella presente vendita) dal Fiume Pellino, la quale acqua si immette naturalmente nella roggia Molinara seguendo così il suo antico corso, con annessa una zona di terreno soprastante tutta la lunghezza del canale per sei o sette metri, oltre al terreno sottostante sino al letto del detto fiume, giusta i diritti competenti ai venditori in base ai loro titoli d’acquisto.”
Il fabbricato, imponente nella sua struttura dislocata su quattro piani, era dotato di un’alta ciminiera, che disegnò il panorama di Pella fino al 1939 quando fu atterrata. La carta che veniva prodotta era utilizzata per la stampa del giornale "Il Secolo".

Per approfondire l'argomento: La memoria e la nostra storia, Pella, 2009.
1888 - la Cartiera Sonzogno, reparto interno

1916 - la cartiera in una veduta frontale

giovedì 9 ottobre 2014

Il sindaco Francesco Fiorentini

Francesco Fiorentini


È il 1895 e un alzese viene eletto sindaco di Pella. È  Francesco Fiorentini, di soli 24 anni. Nato nel 1871 da Francesco Fiorentini e Costanza Durio,  è a quell'epoca il sindaco più giovane d'Italia. Erede di una famiglia benestante di Alzo, sin da giovane mostra una forte personalità ed un carattere deciso, lasciando sul territorio un ricordo di oculate scelte a beneficio della popolazione.
Nel 1899 sposa Anna Simonetta, figlia di un imprenditore cavista di Alzo, rafforzando in tal modo la potenza economica delle famiglie alzesi.
Nel 1904 viene nominato Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia, e nel 1907 viene investito della carica di Vice Conciliatore del Comune di Pella.
Nozze di Francesco Fiorentini e Anna Simonetta (1899)