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giovedì 27 aprile 2017

Il drago dell'isola evocato nei rubinetti delle fontane



il drago processionale dell'isola
La storia del rubinetto rimanda all’energia immensa dell’acqua, elemento vitale ma anche insidioso e distruttivo, come i demoni che popolavano un tempo il Lago d’Orta e la sua isola.
Narra la leggenda che san Giulio li vinse. E per secoli, gli uomini della Riviera ne tramandarono la memoria nelle loro processioni, precedute da una macchina a forma di drago alato con le fauci spalancate e gli occhi luciferini: un mostro che, a volte, gli artigiani presero a modellare sugli acquamanili, sulle bocche delle fontane e, quindi, sui primi rubinetti.
la fontana al cimitero
il mascherone del lavatoio
Anche i mascheroni sono tipiche forme decorative delle fontane pubbliche da cui sgorga l'acqua: l'origine di tale usanza deriverebbe dall'antica Grecia, in particolare dell'età ellenistica, ed era considerato come segno di benvenuto.
Esistono ancora testimonianze di tali manufatti artigianali, ormai superati da nuove forme estetiche e tecnologicamente avanzate. Alcune immagini recentemente acquisite in zona, informano sulla  loro attuale presenza nel nostro territorio.

E' possibile documentarsi sull'argomento, in modo più dettagliato, presso il Museo del Rubinetto di San Maurizio d'Opaglio dove in mostra vi sono antichi reperti storici.

giovedì 1 ottobre 2015

A Pella l'acqua potabile

All'inizio del 1900, grazie alle numerose attività produttive che erano sorte in Pella, crescevano via via le bocche, che mangiavano e... bevevano. 
Pella è sempre stata ricca di pozzi freatici e molti ne esistevano nelle case private, mentre in piazza del lago la grande pompa cigolava dalla mattina a sera, alla quale rispondeva l'altra gemella accostata al cortiletto della Casa Canonica.
Ma le esigenze di avere più acqua si fecero sentire soprattutto quando si aprì l’Ospedale e il bravo Rettore Marinzi pensò cosa necessaria, e per i degenti e per le Suore, incanalare dal bosco a fianco della Cartiera una buona fontana. 
Fu il primo acquedotto. Nel 1919, d’intesa col Comune, venne rinnovato ad ampliato, rendendo possibile l’installazione di alcune bocche pubbliche: la prima su in cima al paese nella piazza della Chiesa, poi al centro accanto all’Ospedale, ed infine fuori della casa del medico.
Cammina la civiltà e nascono le sue esigenze! Il 20 ottobre 1931 presso il Notaio Zanè dieci Soci firmano l’atto costitutivo del nuovo Consorzio-acquedotto; e firmano, dice l’Atto, anche per altre dodici persone, assenti ma elencate; più per tre Enti: Ospedale, Asilo, Parrocchia. Una nuova sorgente, di assai maggiore capacità, portò ristoro in tante case.
quel che rimane di una fontana pubblica del 1919

posizione dell'ultimo reperto di fontana pubblica del 1919