Visualizzazione post con etichetta Ronco Inferiore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ronco Inferiore. Mostra tutti i post

giovedì 16 febbraio 2017

Servizio postale a Pella


L'uffiio Postale a Pella
L'ufficio Postale a Pella, costituito nel 1861 con decorrenza 1862, era una dipendenza di Orta san Giulio.
Margherita Pucero
La famiglia Bianchi di Pella, conosciuta come “i Pustitt”, avevano il compito di recarsi a Orta due volte al giorno, con qualsiasi tempo, per consegnare e ritirare la posta in arrivo alla Stazione di Orta-Miasino. Era un servizio che assolvevano Maria e Angela Bianchi.
La stradina per Ronco Sup.
Con la nuova organizzazione delle P.T. la posta di Pella è stata chiusa nel settembre 2015, con un disagio notevole per i cittadini privati di questo importante servizio.
A Ronco, la postina era Margherita Pucero che ha svolto il compito per 40 anni a partire dalla fine della prima guerra mondiale. Andava a piedi a Pella con il gerlo a prendere la posta che poi distribuiva a Ronco Inferiore e a Ronco Superiore, raggiungendo attraverso la mulattiera acciottolata le cascine sparse in tale località e, per non rovinare gli zoccoli, li toglieva anche d'inverno percorrendo a piedi scalzi la strada.
La figlia Gemma ha continuato per i successivi sette anni tale professione.


lunedì 5 dicembre 2016

San Defendente a Ronco Inferiore



Situata in posizione strategica lungo l'antica mulattiera di collegamento tra la Valsesia o la Colma e il lago, testimonia il transito degli artisti che provenivano da quei luoghi e si dirigevano verso l'isola di san Giulio o verso il Sacro Monte d'Orta, come dimostra la chiesa di san Defendente la cui dedicazione ricorda il soldato romano protettore contro la peste.
L'interno, a navata unica, è stato decorato da Paolino Albanesi di Sant'Agata Sopra, coadiuvato da Bergonzoli e Gallotti, dello stesso paese. Le cappelle all'interno dell'edificio propongono San Giuseppe, la Sacra Famiglia, San Sebastiano, la Vergine e Santa Lucia.
Il pannello di rame dell'altare è del 1992 opera del Barberis di Castelletto Ticino.




martedì 4 ottobre 2016

I piodari di Ronco Inferiore

Nel settecentesco piodaro di Ronco, è contenuto per intero il mestiere dello scalpellino. Da tale piodaro si ricavavano soprattutto lastre e piode utilizzate come tegole per coprire i tetti, impiegate per tutto l'Ottocento.
Lo "spiodare" era l'operazione di distaccare lungo le venature le lastre di pietra, chiamate anche "beole" e, per il trasporto dalla cava al luogo di utilizzo, solitamente venivano impiegate le donne con il carico di lastre impilate sulle "cadole", una sorta di zaino di legno.
Il sistema di posa richiedeva una grande abilità ed era soprannominato "a piuma" poiché le piode, sovrapposte una sull'altra, ricordano la struttura del piumaggio degli uccelli.
Un' iscrizione tombale presso il cimitero di Ronco ricorda l'impresario Giulio Morandi, "colpito da un masso staccatosi dalla montagna" e deceduto nel febbraio 1884 "dopo 23 giorni di atroci spasimi".
Nel luglio 1885, un operaio veneto rimase ucciso ed alcuni suoi colleghi feriti mentre praticavano un foro di mina a Ronco Superiore.
Il commercio delle piode declinò a causa dell'impiego delle tegole meno pesanti e meno costose.



Oggi, contrariamente al passato nel quale la copertura in pietra rispecchiava un'esigenza vitale fortemente legata alle possibilità locali, è considerata quasi un “lusso”. La scelta è sovente legata alle prescrizioni del piano regolatore di determinate zone o nuclei, ove la copertura in piode è obbligatoria per ragioni paesaggistiche, quali gli edifici storici o chiese.