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giovedì 2 febbraio 2017

La ricorrenza di san Giulio sull'isola del lago d'Orta


Isola con la neve - acquerello di O. Piazza
31 Gennaio: con spirito devozionale e mistico si va all’isola, come vuole la tradizione. Il periodo vuole un cielo di un grigio plumbeo sin dal primo mattino. Finissimi aghi di ghiaccio cadono sul terreno: “palisca” si dice in gergo locale.
Alcuni si sono già recati all'Isola di buon'ora, per celebrare il Santo Cusiano. Sono numerosi gli abitanti della sponda occidentale. Man mano che il battello si approssima alla meta, sempre più nitida si fa la sagoma della Basilica.
ingresso allo scurolo

Tra i numerosi volti amici si scende nel luogo più recondito, più amato, la Cripta (Scurol). Il Corpo del Santo riposa nei sacri paramenti, tutt'intorno ardono i ceri. Si intonano i Vespri. Soavi voci all'unisono di Monache Benedettine. Fiori di un rosso intenso accostati al giallo-oro dei piviali dei celebranti sono da sfondo alla sentita cerimonia.
Ogni partecipante avverte dentro di sé un sentimento ineffabile: è il presente che si ricongiunge al passato. In un attimo sono bruciati tutti i secoli che ci separano da esso. Il frenetico ritmo della vita moderna cessa per un istante quasi per incanto. Quel legame atavico tra presente e passato si fa manifesto in tutta la sua purezza.
Le offerte passano all'incanto, mentre il cielo nereggia al tramonto, il freddo è pungente. Un agnello (birìn) viene offerto in un rito senza tempo, animale mansueto, candido e puro come la neve. 

lunedì 24 ottobre 2016

Figure leggendarie: san Giulio e san Maurizio


L'esposizione del dr. Andrea Del Duca tenutasi ad Alzo il 18 ottobre 2016, ha evidenziato alcuni aspetti della storia medievale dell'area cusiana con particolare rilievo su alcune figure leggendarie molto celebri a quell'epoca e particolarmente interessanti per il nostro territorio: San Giulio, San Maurizio e la Legione Tebea.
Sintetizziamo due particolarità riferite ai due santi.
Sulla "leggenda" di san Giulio 
che, per raggiungere l'isola dalla terra ferma, gettò il suo mantello sull'acqua e navigò verso il periglioso luogo, è interessante l'ipotesi del dr. Del Duca sulla natura del mantello che, secondo l'uso dell'epoca dei pellegrini e viandanti, poteva essere di cuoio allo scopo di proteggersi dalla pioggia.
Poichè varie popolazioni hanno adottato imbarcazioni costruite con pelli d'animali (e tuttora in Inghilterra esiste nel Galles l'uso di "barchette" fatte di cuoio che chiamano coracle), non è del tutto fantasioso fare un simile rapporto tra leggenda e realtà.

E san Maurizio fu il primo obiettore di coscienza della storia? Analizzando i fatti storici lo si potrebbe considerare tale.
Faceva parte della legione Tebana attorno al 286 d.C. in Gallia (odierna Saint Maurice nel cantone Vallese) per reprimere una delle varie rivolte dei Galli Bagaudi.
Per farla breve, gli fu ordinato da Massimiano Erculeo, coimperatore di Diocleziano, di distruggere alcuni villaggi del Vallese convertiti al cristianesimo. Maurizio, con altri ufficiali insieme ai centurioni e legionari, si rifiutarono di adempiere agli ordini dichiarandosi loro stessi cristiani. All'ordine di una prima decimazione (soldati che dovevano uccidere i loro stessi compagni uno ogni dieci), si rifiutò e  Massimiano chiamò soldati di altre legioni e fece trucidare i seimila seicento uomini della legione Tebea.
Questo sacrificio, oltre ad arricchire il calendario del martirologio romano, ha aperto il cammino ad altre chiese orientali, tra cui quella Copta, che venerano i martiri della legione Tebea.









giovedì 11 dicembre 2014

L'oratorio di San Giulio in Frazione Ronco Sopra

l'oratorio di San Giulio a Ronco Sopra

Nascosta nella pace del bosco della piccola frazione di Ronco Sopra è la chiesetta di san Giulio o della Natività di Maria Santissima.
ècomposta da tre corpi di epoche diverse anche se l'immagine generale deriva dagli interventi di età barocca: il corpo più antico, la navata, è basso e di dimensioni contenute; del Seicento è il portico d'ingresso (su una finestrella è riportata la data 1677); del Settecento la zona absidale, che ha probabilmente sostituito l'abside originale semicircolare, con un piccolo campanile, con data 1761.
Notevoli sono gli affreschi che decorano le pareti, realizzati tra il tardo secolo XV e l'inizio del secolo XVII, come segnalato nel 1987 da Casimiro Debiaggi.

Sono molto probabilmente opera della scuola del Cagnoli, da Tommaso ai figli, specie Francesco.

affreschi all'interno dell'oratorio

una testimonianza cronologica