Visualizzazione post con etichetta Alzo.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Alzo.. Mostra tutti i post

giovedì 24 dicembre 2015

Gli angeli del focolare


 
 
un gruppo di signore casa Gualea
 
 
Nella chiesa parrocchiale di Alzo, nata nel 1568, non risulta vi siano cappelle famigliari o sepolcri gentilizi, non mancano però alcune case che testimoniano una certa agiatezza e uno stile di vita piuttosto signorile.
Fra le prime famiglie menzionate nel fondo di pergamene conservate nell'Archivio Parrocchiale di Alzo sono i Gualea (a volte indicati come Gualeja); la  pergamena  è della metà del XIV secolo e la menzione in un atto pubblico era chiaro segno di rilievo sociale.
I  Gualea, nonostante l'antichità, consolidarono una posizione solo nella prima metà del XIX sec. forse per la loro prolificità che portò alla formazione di numerose linee  famigliari e, conseguentemente,  all'eccessiva suddivisione del patrimonio.
Delle molte famiglie Gualea, abbiamo un'immagine di quella di Alessio Gualea, grazie alle foto dei gruppi femminili appartenenti alla famiglia stessa.
 
 
primi '900 matrimonio casa Gualea Alessio
 

 


giovedì 3 dicembre 2015

Un matrimonio di fine Ottocento

 
 
 
 
 
Gli sposi Fiorentini- Simonetta
                                    
 
 Nel 1899 Francesco Fiorentini sposa la novarese Anna Simonetta: è così che si intrecciano le vicende delle famiglie che più incisero sulla storia economica e sociale di Alzo.
Francesco, nato nel 1871, a quel tempo era sindaco di Pella ed era il sindaco più giovane d'Italia, mentre Anna Simonetta apparteneva alla nota famiglia di proprietari delle cave di granito.
Il matrimonio fu senz'altro un avvenimento importante, proprio in chiusura dell'Ottocento, e unì due potenze economiche del territorio.
Le nozze, avvenute a Novara il 29 aprile 1899, come da partecipazione originale, hanno avuto un secondo momento di festeggiamenti in Alzo, allorché il 4 giugno dello stesso anno, fu organizzato un raffinato banchetto per coloro che non avevano partecipato alla cerimonia novarese.
Il menu, assai ricercato e degno di uno chef rinomato, sottolinea l'importanza dell'evento.
 
 
 
La partecipazione delle nozze

Il raffinato menu
 

lunedì 19 ottobre 2015

1909: la maratona a tappe attorno al Lago d’Orta


Manifesto pubblicitario
 

Elenco dei partecipanti e informazioni
 
Nel mese di settembre 1909, in occasione delle gare di canottaggio indette sul lago d'Orta, fu organizzata una importante maratona podistica nel Cusio di km. 42 suddivisa in tre tappe.
1a tappa Monte d'Orta – Alzo di km 16,600
2a tappa Alzo – Omegna di km 12,700
3a tappa Omegna – Orta Monte di km 12,700
 
La cronaca giornalistica dell'epoca ci informa che nella prima tappa si qualificò al primo posto l'omegnese Antonio Fraschini, che nella seconda tappa arrivò secondo e nella terza tappa ritornò a primeggiare.
Alla tappa di Alzo erano presenti le bande cittadine di Alzo e Pella e Vittorio Minola di Alzo regalò una cassa della squisita birra da lui fabbricata.
 

giovedì 30 luglio 2015

Guido Tirozzo: il pittore dell'incanto cusiano



Guido Tirozzo (1876-1951)
 
Il pittore a San Filiberto

Guido Tirozzo nacque a Torino nel 1876 da antica famiglia valsesiana e frequentò l'Accademia Albertina. Soggiornò a più riprese al Sacro Monte d'Orta durante il primo conflitto mondiale, e nel periodo dello sfollamento tra il 1943 al 1945, visse ad Alzo nella casa settecentesca che si affaccia sulla bella e panoramica piazza.
Nacquero tante sue preziose tele, cogliendo angoli solitari di sottoboschi trapuntati dalla luce del sole, vedute ampie in cui il lago d'Orta è il vero grande protagonista.
Era un artista riservato, amante della quiete, figura distinta dal tratto signorile, il volto ornato da due baffetti e da un breve pizzo bianco.
La testimonianza del suo soggiorno ad Alzo è documentato da una targa posta sulla facciata della casa che lo ha ospitato, e dove ha lasciato un ricordo affettuoso e riverente nella memoria di chi, ancora ragazzo e alle prime prese con i pennelli da pittore,  lo ha conosciuto negli anni della guerra.
Morì a Torino nel 1951.


La casa di Alzo che lo ha ospitato



giovedì 11 giugno 2015

Novelli sposi omaggiano l'Asilo di Alzo

 
Irma Gualea ved. Ricca
 
 
In occasione del loro matrimonio, avvenuto in ottobre del 1907, gli sposi Giulio Ricca e Irma Gualea fanno omaggio al giovane Asilo Infantile di Alzo, di un gonfalone dipinto a mano dedicato espressamente allo stesso ente.
Giulio purtroppo morirà nel 1909 mentre la moglie Irma sopravviverà di molti anni e lascerà un buon ricordo per la sua dedizione alla parrocchia alzese: era l'unica capace di montare il baldacchino (usato per le processioni religiose), composto da sei bastoni con sopra un telo ricamato finemente ricamato a mano.
 
 
Il gonfalone omaggiato dagli sposa Ricca
 

giovedì 4 giugno 2015

L'albergo alzese

1909 - l'albergo alzese

Tra la fine dell'800 ed i primi del '900, un giovane alzese, di professione macellaio, sposò una fanciulla, figlia di albergatori di Cesara.
Dopo qualche tempo, riuscirono a costruire uno stabile dove lui poteva continuare ad esercitare la professione di macellaio alla quale affiancarono anche quella di albergatori con ristorazione e “stallazzo”. 
I due giovani, Giuseppe (Peppino) Gualea e Guglielma Bonfantini, con la loro professionalità diventarono noti ed apprezzati su tutto il territorio, e il 10 ottobre del 1909, dietro insistenza di amici e conoscenti, inaugurarono "l'Albergo Alzese" con un memorabile convivio.
1900 -I coniugi Gualea Peppino e Guglielma Bonfantini

La cronaca del giornale l’Amico edito a Gozzano il 16 ottobre 1909, fa un elenco delle persone di rango che parteciparono al convivio, oltre agli invitati che non poterono essere presenti per impegni personali, e puntualizza che i commensali furono duecentotrenta. Tra gli ospiti non è citata nessuna signora: chissà, forse il gentil sesso disertò la favorevole occasione malgrado lo specifico invito rivolto alle stesse!
Nel frattempo era nato, nel 1902, il primogenito Pierino al quale seguì la nascita di Caterina (Rina) nel 1909 pochi giorni dopo l’inaugurazione dell’albergo. 
la storica insegna dell'albergo alzese

il menù dell'inaugurazione


giovedì 21 maggio 2015

Il prospero commercio alzese

 
Il marchio ricca Bonaventura

 
Già dalla seconda metà dell'Ottocento, fra le varie attività commerciali ed artigianali di Alzo, si annotava quella della famiglia Ricca Bonaventura. Era un "grande magazzino" dell'epoca in cui si trovava di tutto: dal materiale per edilizia e carpenteria, ai prodotti alimentari, dalla legna e carbone, a prodotti per l'agricoltura e l'allevamento.
Il prestigioso ed elaborato marchio aziendale sottolinea l'importanza e la potenza commerciale di questa attività alzese.
 
 
Il negozio ad Alzo
 

giovedì 14 maggio 2015

La stagione delle rubinetterie


la prima rubinetteria ad Alzo

Del decennio di esperienza acquisita nei  primi anni del '900, non tutto andò perduto nonostante lo scoppio della prima guerra mondiale: rimase la professionalità acquisita dalle varie maestranze e, soprattutto, il recupero di edifici riportati a nuove attività.

è questo il caso dell'edificio della ditta Juttner & Bedoni di Alzo, che abbiamo lasciato nel 1914. Nel fabbricato della ex fonderia artistica iniziò la produzione di  articoli per idraulica e peronospera della Rubinetteria Cusiana di Alzo, che nel 1935 occupò una ventina di operai, alcuni dei quali destinati ad emergere come imprenditori del futuro distretto della rubinetteria.
Pietro Crolla davanti alla Cusiana

giovedì 7 maggio 2015

Un trasporto d'altri tempi

inizio '900 - trasporto privato

Quando nel  1906  il Governo decise di non concedere più la sovvenzione per il trasporto dei passeggeri e della posta con il servizio ferroviario Gozzano-Alzo prospettando la sospensione del pubblico servizio, venne istituito il trasporto con "Diligenza o Corriera"  e servizio postale gestito da Luigi Bassi il quale, in Alzo, possedeva l'Albergo Roma.
Dalla cronaca dell'epoca si apprende che il "servizio è molto medievale. In questi mesi d'inverno poi vuol proprio essere una delizia paradisiaca viaggiare su questa diligenza, che per pareti ha quattro pezzi di tela straccia e per coperchio poco più che la cappa del cielo".
A queste osservazioni il sig. Bassi risponde che il suo mezzo "giunge sempre in tempo per la partenza del treno" e se le pareti della corriera sono di tela straccia è perché la sovvenzione governativa non gli consente di offrire ai passeggeri "un servizio in poltrone con cuscini di bambagia e in omnibus riscaldati"  in quanto riceve una sovvenzione giornaliera di Lire 2,78  per coprire le spese delle  tre corse che effettua ogni giorno.

Nel 1923, a seguito del veloce smantellamento della ferrovia Gozzano-Alzo, il collegamento fra Alzo e Gozzano fu assicurato dalla ditta Godio  Rampezzini & C. con un torpedone a 22 posti.

Gli orari delle corse: partenza da Alzo alle ore 5.10 e ore 15.00 - arrivo in stazione a Gozzano alle 5.30 e 15.20
partenza da Gozzano stazione ore 11.20 e 20.20 - arrivo ad Alzo alle 11.40 e 20.40
Servizio Godi-Rampezzini

 Il torpedone della Godi-Rampezzini di Gozzano




giovedì 23 aprile 2015

Albergo con stallazzo e alloggio

Con stallazzo e rimessa

In un edificio settecentesco  sulla piazza di Alzo, sin dalla seconda metà dell'800 era attivo l'Albergo Cusio di proprietà Gualea,  poi ceduto a Stefano Ferrari di Artò.
La frazione di Alzo, in virtù delle belle ville e delle importanti famiglie, era ben frequentato ed apprezzato da viaggiatori anche stranieri. Lo testimoniano le foto d'epoca che mostrano come l'insegna "con stallazzo e alloggio", si tramuta in un pomposo ed esotico "afternoon tea".
Afternoon tea e rimessa per automobili

Il logo della trattoria

giovedì 16 aprile 2015

Felice Cavallotti: il monumento in granito di Alzo

Felice Cavallotti


Felice Cavallotti nacque a Milano nel 1842 e morì a Roma nel 1898.
Fu poeta, drammaturgo milanese, garibaldino,
avvocato, pubblicista, oratore popolarissimo, politico repubblicano, deputato al Parlamento dal 1873, capo dell'estrema sinistra radicale.
Nella sua vita affrontò ben trentadue duelli e il trentatreesimo, con un certo Ferruccio Macola, gli fu fatale.
La  tomba che custodisce le sue spoglie, a Dagnente sul lago Maggiore, fu costruita con il granito delle Cave della ditta Crevola Giovanni di Alzo, carissimo amico come da dedica che gli fu rilasciata.
Il duello in cui morì


Il monumento a Dagnente


giovedì 12 marzo 2015

Attività artistica ad Alzo

il logo della Ars Nova

Correva l’anno 1904: il 17 settembre venne inaugurato ad Alzo il nuovo stabilimento della ditta “Juttner e Bedoni”. Una fonderia provvista di abili operai per fondere ogni genere di metallo, a cera persa e a staffa, trattamenti galvanici, produzione di lampadari, plafoniere, oggetti ed altro.
La fabbrica poteva avvalersi di acqua sorgente e del collegamento telefonico con l'abitazione dei Bedoni a Boleto, mentre l'energia elettrica era fornita dalla società Piscia & C.
Tra i fondatori il boletese Luigi Bedoni, detto Gino, e Adolfo Juttner. Questo tuttavia lasciò la residenza di Alzo e la direzione dello stabilimento nel febbraio 1908, attività che proseguì con la ragione sociale “Ars Nova” di I. Bedoni.
Nel 1912 furono realizzate fusioni di oggetti religiosi per il Santuario di Oropa e nel 1914 la ditta fu premiata all'Esposizione Internazionale del Lavoro di Milano. Col sopravvenire della guerra l'attività cessò e l'edificio fu abbandonato per molti anni. Ma non tutto andò perduto. Ritroveremo negli anni successivi una nuova attività...


un busto di bronzo fuso

un portalampada

giovedì 5 marzo 2015

Il gruppo di filodrammatica ad Alzo


La Filodrammatica Alzese


L'inizio del nuovo secolo stimolò la dinamicità degli alzesi: nel 1901 venne costituita una "Filodrammatica" per rappresentazioni a pagamento per finanziare attività benefiche. Il debutto della compagnia avvenne il 22 gennaio 1902, come risulta dalle registrazioni contabili che riportano la voce “proventi del teatro”.
La novità risultò gradita: ben 22 rappresentazioni nel 1902, per poi scendere a sei nel 1903.
In repertorio un dramma "La tradita", un monologo "La Piscinina de Milan" e una farsa
dialettale "El Carlin e la so dona".

giovedì 26 febbraio 2015

Un eminente scienziato alzese

1954 Massimo Simonetta premiato all'Accademia dei Lincei

Tra i personaggi a cui Alzo diede i natali, merita senz'altro un posto di riguardo un uomo che ha fatto onore non solo al suo paese natale, ma anche alla sua nazione. Si tratta del fisico nucleare Massimo Simonetta, nato il 26 febbraio 1920 da Piero e Ines Trezzi, illustre scienziato e ricercatore. 
Si laureò in chimica industriale nel 1943 ed in ingegneria chimica nel 1946, assumendo in seguito la carica di direttore dell'Istituto di Chimica Generale di Milano.
Nel 1950 lasciò la cattedra  per recarsi in California, a Pasadena, espressamente richiesto dall’Istituto di tecnologia di quella città. 
Per lui la struttura molecolare era la chiave per il ricco mondo della chimica di ogni giorno. Gli scritti che egli pubblicò, oltre quattrocento, raccontano di come le molecole cambiarono da semplici schizzi tracciati su un foglio a quei modelli a sfere e bastoncini che oggi onorano il tavolo di ogni chimico. Pare che egli non fosse un uomo facile quando c’era da distinguere fra eccellenza e mediocrità. Di lui dissero: “Il progresso può approfittare dei computers più veloci, ma è principalmente rifornito dai pensatori più veloci". 
E Massimo Simonetta fu uno di loro.
1984 l'annuncio della morte

un esempio di struttura molecolare


giovedì 12 febbraio 2015

Nuovo orario per gli scalpellini delle cave di Alzo

 
Laboratorio delle cave Simonetta
 
Non albeggiava ancora e già si sentiva provenire dalla strada il rumore sull'acciottolato provocato dagli zoccoli degli scalpellini che si recavano alle cave....
Nel 1902 tra gli operai e i padroni delle cave di granito di Alzo, era in corso una vertenza per l'orario di lavoro. Fu Francesco Fiorentini che riuscì a ricomporre pacificamente le due parti attraverso le riunioni tra i proprietari e le commissioni in rappresentanza degli operai, convenendo la nuova tabella oraria.
Fra le clausole era stabilito che "la commissione degli operai si ritiene composta di operai lavoranti nelle cave o cantieri e non di rappresentanti della Camera del Lavoro di Omegna".
L'orario concordato durava per tutto il 1903 e sarebbe stato rispettato da tutte le Cave e da tutti i Cantieri e laboratori di granito di Alzo e sarebbe stata uguale per tutti, tranne per quegli operai i cui proprietari hanno insistito ed ottenuto per i mesi di giugno e luglio di iniziare il lavoro alle ore 5,30 anziché alle 6 del mattino.
Era un successo per gli operai perché si passava dal precedente orario “da stella a stella”, vale a dire dall’alba al tramonto, a uno più definito.
Orario.
Gennaio e dicembre: dalle ore 8,30 alle 12,00; dalle 13,00 alle 16,30. Tot. ore 7
Febbraio e Novembre: dalle ore 8,00 alle 12,00; dalle 13,00 alle 17,00. Tot. ore 8
Marzo e Ottobre: dalle ore 7,30 alle 12,00; dalle 14,00 alle 18,30. Tot. ore 9,30
Aprile e Settembre: dalle ore 7,30 alle 12,00; dalle 14,00 alle 18,30. Tot. ore 9,30
Maggio e Agosto: dalle ore 6,00 alle 12,00; dalle 14,00 alle 19,00. Tot. ore 10,30
Giugno e Luglio: dalle ore 5,30 alle 12,00; dalle 14,00 alle 19,00. Tot. ore 11
 
Il granito e una vecchia tettoia
 

giovedì 22 gennaio 2015

La “Reale Caserma” dei Carabinieri e le vicende alzesi

La caserma dei Carabinieri costruita nel 1911

èun luminoso giorno di maggio del 1906 per il protagonista della “disastrosa” vicenda che vi raccontiamo: il signor Mazzetti Giuliano chimico farmacista, direttore e proprietario della farmacia in Alzo, quella mattina era a Gozzano per convolare a nozze con Catterina Guidetti. Sennonché si sovvenne di avere lasciato ad Alzo i documenti delle pubblicazioni effettuate e, inforcata una bicicletta, recuperati i documenti, ritornò verso Gozzano ma, all’altezza dell’oratorio della Madonna di Luzzara fu aggredito, pestato e derubato d’ogni suo avere: l’orologio d’oro con catena, Lire 1.500 in contanti, un cofanetto con gioielli che gli aveva affidato una zia per farne dono alla novella sposa, e anelli di cui uno con brillanti che gli fu strappato dal dito con evidenti “morsicature” per poterlo meglio sfilare.
Il fatto suscitò immenso scalpore ed indignazione tra i cittadini della sponda occidentale del lago tanto che si incominciò a reclamare una stazione dei Reali Carabinieri da insediare da questa parte. L’esigenza di tale richiesta era giustificata dal fatto che i Reali Carabinieri di Orta, raramente al completo nell’organico di cinque e molto sovente ridotti a tre, a causa delle “enormi distanze” avevano difficoltà a raggiungere la sponda occidentale del lago. L’altra difficoltà denunciata è la mancanza del telegrafo nel comune di Pella.
Venne costruito un apposito edificio, voluto espressamente da Francesco Fiorentini notabile della frazione di Alzo, e il 16 marzo del 1911 fu inaugurata la stazione dei Reali Carabinieri  per servire i Comuni della sponda occidentale del lago d’Orta firmatari della richiesta.

antica insegna carabinieri ad Alzo



giovedì 15 gennaio 2015

Il lavatoio pubblico ad Alzo


La targa ricordo (1909)

Opera per davvero assai utile e gradita dagli Alzesi anche ai nostri tempi!
E’ l’ultimo ricordo lasciato da Pietro Durio che concesse l’uso della sorgente di sua proprietà, facendo costruire il lavatoio e incanalando l’acqua per il duplice utilizzo di dare agli Alzesi la possibilità di attingere acqua per le necessità di casa e consentire di lavare i panni in un luogo coperto e adeguatamente costruito per lo scopo.
Come ricorda la targa situata in loco, l’opera fu realizzata e inaugurata il 5 agosto del 1909, epoca in cui pochi avevano l’acqua potabile in casa se non attingendo ai pozzi che qualche abitazione possedeva (l’acquedotto consorziale fu costruito molti decenni dopo). I panni si andavano a lavare in riva al lago con non poco disagio per le donne che dovevano percorrere un buon tratto di strada per raggiungere la sponda situata a valle rispetto all’abitato.
Il lavatoio rappresentava un appuntamento quasi giornaliero per le nostre donne ed era il luogo in cui, tra un “lavar ed uno sciacquar di panni”, si scambiavano notizie, consigli, parole di conforto e di solidarietà, non immuni da qualche pettegolezzo locale che.. insaporiva lo scorrere del tempo.
Nel mese di settembre del 1909 morì Pietro Durio ed il suo nome è ricordato con la intestazione della via principale che Alzo ha dedicato alla memoria di questo illustre cittadino.



Il lavatoio-fontana di Alzo


lunedì 5 gennaio 2015

Pella e Alzo: il comune unificato

la vecchia sede del comune di Pella

villa Comba nel 1912 prima di diventare sede del Municipio

Nel periodo del “Dipartimento dell'Agogna” Alzo godette di una vita amministrativa separata e autonoma da Pella. Ronco Sopra e Ronco Sotto invece furono aggregati sul finire del 1804 al comune di Isola San Giulio.
L'unione di Alzo e Pella, che divenne il capoluogo del nuovo comune, avvenne durante il riordino amministrativo voluto dai Savoia, tuttavia fino alla metà dell'800 le dinamiche delle due comunità rimasero marcatamente distinte.
Le riforme del periodo albertino e l'introduzione del suffragio conferirono al nuovo comune di Pella, inserito con un altro riordino amministrativo nel 1859 nel mandamento di Orta, un maggior peso politico e un forte rilievo elettorale.
Dal giugno 1928, Pella con Alzo, San Maurizio d'Opaglio e Pogno furono accorpati con la denominazione di "Castelli Cusiani".

i Castelli Cusiani

Finita la seconda guerra mondiale Pella e Alzo presentarono istanza per distaccarsi dai Castelli Cusiani, e il ripristino della situazione precedente la dittatura intervenne senza tener conto della rivendicazione avanzata dai frazionisti di Alzo nel gennaio 1946 di riprendere lo statuto di comune autonomo.
L'8 giugno 1947 furono indette le elezioni amministrazive che diedero a Pella il primo sindaco del dopoguerra: Mauro Zanè.
Nel 1954 fu risolto l'annoso problema della sede municipale con l'acquisto di Villa Emilia a Prorio di proprietà dell'avv. Mario Comba.
il Municipio di Pella oggi



giovedì 25 dicembre 2014

La piazza Fiorentini ad Alzo

La piazza Fiorentini ad Alzo

In un atto dell'11 ottobre 1867 risulta l'acquisto del  terreno sulla piazza di Alzo per dedicare la piazza stessa a "F. Fiorentini 1869". Non è dato sapere quale Fiorentini si volesse celebrare, sebbene questa famiglia abbia avuto un'importanza rilevante nell'economia del borgo per le molte attività e imprese che gestiva e per i numerosi possedimenti sul territorio.

Si può ipotizzare che la data "1869" possa riferirsi a due Francesco Fiorentini: uno, Francesco che indichiamo "senior"  sposato con Nicola Giuliani, era nato nel 1803 e muore nel 1874. L'altro, Francesco junior, sposato con Costanza Durio, nasce ad Alzo nel 1837 e muore nel 1871. In entrambi i casi la dedicazione della piazza avviene quando erano entrambi in vita e, quindi, si può ritenere che sia stato un atto per riconoscere alla famiglia la munificenza elargita alla popolazione alzese.

Francesco Fiorentini junior 1837 - 1871

Francesco Fiorentini senior 1803-1874


giovedì 18 dicembre 2014

E da Alzo non partirono più i treni a vapore...

Il ponticello in località Bocc

La stazione a righe bianche e rosse


Alle vicende descritte nei documenti ufficiali, si aggiungono le memorie e le poche tracce raccolte dalla voce di chi ha vissuto quella stagione.
È particolarmente importante la testimonianza del signor Andrea Guidotti sull’aspetto esteriore delle stazioni della ferrovia Gozzano – Alzo: l’intonaco era a strisce bianco-rosso ed ancora oggi si può vedere sull’edificio della stazione di San Maurizio d’Opaglio, ora adibita a civile abitazione. L’arrivo del treno (i cui orari non erano mai precisi) veniva preannunciato con uno scampanellìo per avvisare i probabili viaggiatori che era ora di appressarsi alla stazione, nonché chi ne aveva necessità, di andare a spedire o ritirare pacchi o merci varie.
Non bisogna dimenticare che questi erano paesi con numerosi emigranti. Era assai importante per il servizio postale locale che si avvaleva della ferrovia; l’intera comunità attendeva l’arrivo del treno specie nel periodo della Grande Guerra, quando ogni famiglia annoverava qualche congiunto lontano da casa perché al fronte o prigioniero.
Negli anni 1920-22 il fuochista della locomotiva Alzo (il nome indicava il modello del locomotore fabbricato in Germania, modello in funzione anche per altri percorsi ferroviari), era Attilio Balaustra, abitante nella frazione Pianelli, mentre il macchinista era Polci di Pogno.
La figlia del Balaustra ricorda che una volta il padre non fermò il treno alla stazione di San Maurizio perché era in ritardo sull’orario e non poteva mancare la coincidenza a Gozzano con il treno che transitava da Novara per Omegna.
Non era raro che, per mancanza di potenza del locomotore a causa del dislivello esistente nei pressi della località Pianelli, i vagoni carichi di massi di granito venissero sganciati ed abbandonati sui binari per essere poi ripresi (con comodo!) in un secondo tempo. Altre volte, mancando il carbone, i viaggiatori erano invitati a scendere e raccogliere le canne di granoturco nei campi per far ripartire il treno.
La natura stessa, aiutata dalla mano dell’uomo, ha ormai cancellato le tracce di una vicenda così sofferta. Pochi segni sono rimasti: un ponticello nascosto dai rovi, un breve tratto di binari non divelti, un intonaco a righe bianco-rosso, un vecchio quadro con gli orari del treno…

Bibliografia: Documenti dall’archivio storico dell’Associazione Culturale Famiglia Alzese.


Un particolare della stazione di San Maurizio

Un cippo SF - strada ferrata