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giovedì 14 settembre 2017

Pella, una trasformazione epocale

Pella, piazza Motta fine '800
" Lake Time" :  è sorto, sulla piazza Motta a Pella, l'albergo prestigioso di Casa Fantini.
2015 Pella prima dell'inizio trasformazione
Tramite il nostro blog abbiamo riproposto immagini del tempo passato di questo angolo del lago d'Orta e, oggi, in un confronto di epoche, possiamo vedere la trasformazione e il nuovo look della piazza.


2017 oggi in Piazza Motta a Pella


giovedì 25 maggio 2017

I "Castelli Cusiani": la storia

Il Comune di Castelli Cusiani nasce, con regio decreto, il 28 giugno del 1928 dall'unione dei comuni di San Maurizio d'Opaglio, Pella e Pogno e una parte del territorio di Isola San Giulio, ossia quello sulla sponda occidentale del lago d'Orta; il capoluogo del nuovo comune venne fissato nel territorio di San Maurizio d'Opaglio.
stemma di Pogno
Stemma di Pella dal 1982
Stemma di S.Maurizio d'Op.
dal 1975

La vita di questo ente durò circa vent'anni, perché il 13 dicembre 1946, (con attuazione dal 15 gennaio 1947) furono infatti ricostituiti i Comuni di Pella e di Pogno.


Il Comune di Castelli Cusiani, ridotto al solo territorio di San Maurizio, ripristinò l'antica denominazione di San Maurizio d'Opaglio l'11 marzo del 1948. 




giovedì 16 febbraio 2017

Servizio postale a Pella


L'uffiio Postale a Pella
L'ufficio Postale a Pella, costituito nel 1861 con decorrenza 1862, era una dipendenza di Orta san Giulio.
Margherita Pucero
La famiglia Bianchi di Pella, conosciuta come “i Pustitt”, avevano il compito di recarsi a Orta due volte al giorno, con qualsiasi tempo, per consegnare e ritirare la posta in arrivo alla Stazione di Orta-Miasino. Era un servizio che assolvevano Maria e Angela Bianchi.
La stradina per Ronco Sup.
Con la nuova organizzazione delle P.T. la posta di Pella è stata chiusa nel settembre 2015, con un disagio notevole per i cittadini privati di questo importante servizio.
A Ronco, la postina era Margherita Pucero che ha svolto il compito per 40 anni a partire dalla fine della prima guerra mondiale. Andava a piedi a Pella con il gerlo a prendere la posta che poi distribuiva a Ronco Inferiore e a Ronco Superiore, raggiungendo attraverso la mulattiera acciottolata le cascine sparse in tale località e, per non rovinare gli zoccoli, li toglieva anche d'inverno percorrendo a piedi scalzi la strada.
La figlia Gemma ha continuato per i successivi sette anni tale professione.


giovedì 12 gennaio 2017

Non c'è solo Pella sul lago d'Orta

C'è la mitica Pella in Giordania! 
Un sito archeologico e gli scavi testimoniano che i primi insediamenti risalirebbero a circa undicimila anni prima della nascita di Cristo. Gli antichi abitanti si sarebbero dedicati all'agricoltura e alla caccia. Attorno al 310 a.C. una delegazione di Alessandro Magno decise di stabilirsi qui, fondando Pella, dal nome della città natale di Alessandro. La nuova città divenne presto un importante centro ellenistico.
Fu distrutta nell'80 a.C. e successivamente ricostruita dai Romani. Ridivenne una città potente e anche sotto i Bizantini rimase tale diventando peraltro sede di vescovado. La presenza cristiana favorì la costruzione di alcune chiesette e della basilica a tre navate.
Il periodo auro terminò con la conquista degli Arabi, che la ribattezzarono Fahl.

E poi c'è Pella, un comune degli Stati Uniti d'America, nella Contea di Marion nello Stato dell'Iowa.
La fondazione risale al 1847 ad opera di 800 immigrati olandesi guidati da Hendrik P. Scholte. Il nome un omaggio alla città di Pella (Giordania), ove i cristiani di Gerusalemme trovarono rifugio durante l'Assedio di Gerusalemme. Secondo il censimento del 2000, la popolazione della città ammontava a 9.832 persone. La storia di Pella è caratterizzata da una forte componente di immigrati olandesi. Tracce inconfondibili di questo sono riflesse nell'architettura e nel dialetto locale simile al Gheldrico meridionale.



lunedì 12 dicembre 2016

Pella turistica e le strutture ricettive


La segnalazione turistica, a firma della guida Luigi Boniforti, testimonia già dal 1858 l'esistenza dell'Albergo del Pesce. Dalle immagini reperite risulta che l'albergo ebbe due ben distinte denominazioni: Albergo del Pesce d'Oro poi tramutata in Albergo del Pesce, proprietario Carlo Antonietti di Egro.
In seguito, 52 anni dopo, sul giornale "L'Amico" del 1910 , appare la seguente inserzione:
"Per ritiro da esercizio vendesi Albergo del Pesce, splendida posizione in riva al lago d'Orta. Rivolgersi all'avv. Zanè in Pella".

Frattanto, il 1° giugno 1907, aveva iniziato a funzionare l'Albergo Milano di proprietà di Angelo Cardano, situato a pochi metri di distanza dall'albergo del Pesce. 

Tuttavia le vicende dell'Albergo del Pesce non finirono se, da alcuni documenti, è dimostrato che nell'ottobre del 1940 esisteva l'attività ricettiva con il nome di Albergo Santa Lucia di Giulio Rizzi e Maria Bellosta.


Siamo alla vigilia di una nuova vita per questo storico albergo. Attualmente in ristrutturazione diventerà una moderna e confortevole accoglienza per gli ospiti esigenti e che apprezzano luoghi tranquilli e con panorami straordinari come quelli del lago d'Orta.

giovedì 1 dicembre 2016

Pella: ieri e oggi

Anche Pella ha subito la trasformazione urbanistica nel corso dell'ultimo secolo, come documentano le immagini che mettono a confronto  momenti di epoche diverse




 Lungo lago nel centro del paese


Inizio del lungo lago


Verso la parrocchia s. Albino: le vecchie case abbattute e il nuovo assetto urbanistico

giovedì 24 novembre 2016

La trasformazione urbanistica di Pella

La piazza Motta a Pella ha subito una notevole trasformazione nel corso degli anni, come è visibile da vecchie immagini rapportate ad oggi.
Il ricordo dei pellesi sulla piazza è legata alle tradizioni delle lavandaie che, dopo avere lavato e sciacquato i panni sulla sponda del lago, stendevano gli stessi sulle corde tirate tra un ippocastano e l'altro, tappezzando di bianco l'intera area.

Di fronte a quello che era il circolo Pellese (ora pizzeria La Piazzetta), era situata una fontana pubblica al servizio della comunità, probabilmente quella stessa fontanella che ora è situata in un angolo all'ingresso della piazza medesima.

Il lungo lago che si diparte lungo la via, all'epoca era delimitato da un muretto che forniva appoggio e sedile per coloro che rimanevano a fare quattro chiacchiere, muretto sostituito da un lungo parapetto in tubolare di ferro, abbellito con vasi di fiori e con un marciapiede sul quale si snocciolano varie panchine per la sosta dei visitatori.






giovedì 13 ottobre 2016

Il culto per san Rocco


Tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento, tempi segnati dalla peste, si sviluppò il culto per il pellegrino Rocco di cui si narra che, ammalato di peste e allontanato dal centro abitato, si nutrì con il cibo che gli portava un cane.
Questa immagine fu associata al suo potere taumaturgico e, quindi, invocato contro le pestilenze.
Anche a Pella sorgeva un oratorio dedicato a S. Rocco posto a destra dell'ingresso, in basso, sulle sponde del Pellino, destinato a lazzaretto per Pella e paesi vicini, che risulta essere  già esistente nel 1629.

La località era veramente la più indicata per tale sua funzione

umanitaria: separato dal paese, veniva quasi difeso dalle acque e 

dalla brezza del Pellino, con le acque abbondanti e sicure per la 

pulizia che favorivano il lato igienico; inoltre la prossimità al 

cimitero facilitava la tumulazione di quanti, allora, restavano 

vittime delle calamità infettive.


Nel 1878 fu costruita  
una nuova cappella, 

sempre dedicata a 

San Rocco, sulla cui

facciata esterna sono

collocate lastre di

marmo a ricordo di

cittadini benemeriti 

di Pella. Purtroppo, 

a causa della sua

fatiscenza, l'antico 

oratorio fu demolito 

nel 1958 per operare la nuova sistemazione del cimitero.






martedì 11 ottobre 2016

Il masso coppellato di Pella


Nella conferenza del 4 ottobre del dr. Andrea Del Duca (direttore dell'Ecomuseo Cusius del lago d'Orta e del Mottarone), il relatore ha fatto una panoramica sui ritrovamenti archeologici fino all'epoca romana compresa, citando le ultime scoperte a san Filiberto di Prorio.
In particolare il dr. Del Duca ha illustrato il fenomeno dei massi erratici coppellati il cui inquadramento cronologico risulta difficile a causa della lunga attività nella esecuzione delle coppelle anche in tempi meno remoti.
Tuttavia leggende ed antiche credenze popolari sono connesse ad alcune rocce o massi coppellati censiti attorno al lago d'Orta, ai quali si attribuivano poteri legati alla fertilità delle donne e a riti propiziatori.
In prossimità del confine del Comune di Pella, poco distante dal sentiero che collega Alzo con San Maurizio d'Opaglio, fu individuato nei primi anni Novanta dello scorso secolo, un masso erratico su cui sono scavate tre vasche e una cinquantina di coppelle, molte delle quali collegate da canalette.
Nel 1997 il dottor Del Duca pubblicò una breve descrizione del masso e propose una datazione, basata su confronti con ritrovamenti simili, alla seconda età del ferro (IV-I secolo a.C.).
La datazione di questo genere di ritrovamenti rimane comunque assai difficile, salvo i rari casi in cui queste incisioni vengono rinvenute all'interno di contesti chiusi, vale a dire all'interno di sepolture o di sezioni stratigrafiche, poiché non è possibile escludere che l'intervento umano possa essere continuato fino ad epoche anche recenti.



lunedì 21 dicembre 2015

La torre medievale di Pella


 
prospettiva frontale


 Secondo una tradizione, riportata dal parroco don Annichini senza alcun riscontro, la torre medioevale di Pella nel 950 sarebbe stata in mano al Re Berengario II ed al figlio Adalberto che a quel tempo furono assediati dal figlio di Ottone I, Litolfo. Questi, dopo aver occupato i castelli di Lagna e Pella, avrebbe costretto alla resa padre e figlio.

La torre sarebbe stata parte essenziale della difesa longobarda eretta dal Duca Minulfo, che nel 574 aveva situato la sede del ducato a lui affidato sull’Isola S. Giulio. L'edificio sarebbe sorto al centro di un piccolo borgo, niente meno che capitale della sponda occidentale del lago, andando infine a formare, ben conservata, la parte vecchia della casa parrocchiale.

Lasciando la leggenda storiografica per la storia, è certo invece che la torre fosse in mano agli Zanotti i quali, dietro pressione dell’intelligente Segretario Guglielmetti, la cedettero al Rettore Guglielmetti divenendo la casa del Parroco. Questi, per celebrare il passaggio, fece dipingere  sopra la porta, la eloquente sentenza: “Tune militi, nuno Paroco” (una volta del soldato, oggi del parroco). Aggiunse anche una più lunga iscrizione greca, andata perduta quando si chiuse la porta per lasciarvi la sola finestra attuale.

Alla antica Torre, che tale appare ancora evidente a chi ben la osserva, fu aggiunta in seguito un’altra parte, per ricavarne una completa abitazione, con strutture e piani diversi.
 
la torre medievale casa del Parroco, lato nord

lato sud
 

giovedì 17 dicembre 2015

Distanze geografiche e sviluppo sociale

Il dizionario di Casalis registrava con scarne parole le origini del comune di Pella: "A questo comune è aggregato il villaggio di Alzo, che gli è lontano un mezzo miglio". In realtà, quel mezzo miglio, così breve sul piano della distanza geografica, diventava ben più arduo e faticoso da colmare sul piano delle distanze sociali tra le due comunità. Lo stato di manutenzione dell'intera rete stradale era insoddisfacente. Per fare qualche esempio, il Rialaccio, che segnava per un tratto il confine tra Alzo e San Maurizio, fino al 1822 inondava regolarmente l'unica strada che collegava i due paesi.
Solo dopo il 1885, la realizzazione del nuovo ponte sul Pellino finanziato dalla famiglia Durio consentì al comune nel suo insieme di inserirsi nelle nuove direttrici di traffico che percorrevano la sponda occidentale. Chi passava per Alzo poteva ammirare "un bello stradone che differisce dall'orrendo ciottolato tanto in voga" e le curate residenze signorili, conferivano al paese "un aspetto insolitamente civile e un carattere allegro".
a piedi da Alzo a San Maurizio
la stessa strada come si presenta oggi


lunedì 14 dicembre 2015

Quei valsesiani venienti al lago


l'Istituto Maria Ausiliatrice visto dal lago

L'edificio che oggi a Pella ospita l'Istituto delle Suore di Maria Ausiliatrice, dopo il glorioso passato ottocentesco di filatoio e setificio, nei primi decenni del '900 era diventato un luogo di villeggiatura per il turismo proveniente dalla Valsesia. 
D'altra parte, la sponda occidentale del lago d'Orta occupava una posizione cruciale lungo l'itinerario devozionale che collegava i sacri monti di Orta e Varallo Sesia, nè va trascurata la particolare collocazione del santuario della Madonna del Sasso. 
Dopo le burrascose vicende che avevano portato ad un conflitto di tipo economico tra il Comune di Pella e la direzione del Setificio, il proprietario ultimo del fabbricato, l'ing. Augusto Galimberti nato a Milano il 13 giugno 1852 e morto a Pella il 2 luglio 1937, nel 1931 donava lo stabile alle suore di Maria Ausiliatrice.
Oggi la "Casa" è una importante sede per incontri spirituali, congressi, che accoglie giovani e adulti, sacerdoti, religiosi e laici, nello spirito salesiano. 
Augusto Galimberti 1852-1937

lunedì 30 novembre 2015

Il rettore Guglielmetti illustre personaggio a Pella

il rettore Guglielmetti in un dipinto

Si deve al Rettore Giulio Guglielmetti l'importante e pregevole "Stato d'Anime" che lo stesso ha redatto nel 1837 e poi aggiornato nel 1850, da cui trarre molte notizie che permettono di realizzare un quadro realistico del modo di vivere di quegli anni.
A quel tempo il Rettore conviveva col padre Maurizio, originario di Fara e Segretario del Comune di Pella e del Comune di Isola San Giulio. La sorella Regina risulta nata ad Orta, segno che lì il padre Segretario aveva prima abitato.
Giulio Guglielmetti era pittore dilettante e ottimo matematico (sue sono le meridiane disegnate ai Seminari dell’Isola, Arona (con scritta “floruit 1831”) e Novara, oltre quella che aveva tracciata nel cortiletto della nuova casa parrocchiale). Aveva anche dipinto sul frontespizio, sopra la porta, la eloquente frase: “Tunc militi, nunc Paroco”, ed una più lunga iscrizione greca, andata perduta quando trasformò la porta d'ingresso nella finestra attuale.
Tra l'altro, la famosa Rotonda di S. Alessandro di Fontaneto d'Agogna, costruita dall'arch. Antonelli, contiene all'interno l'urna con le reliquie del santo composte da don Giulio Guglielmetti (nel 1939 quando era parroco di Pella), che le ha rivestite di una ricca tunica rosso-dorata e ne ha ricoperto il volto con una maschera di cera.
la meridiana del seminario all'isola di San Giulio

la Rotonda di Sant'Alessandro

lunedì 23 novembre 2015

Sant'Albino a Pella con due campanili

la parrocchia di Pella con ancora due campanili

E' il canonico rettore don Giuliano Ravedoni, il 26 ottobre 1935 , a 
costituire il comitato per il nuovo campanile: l'ing. Giuseppe Peverelli di Alzo offre il progetto e tutto il granito grezzo occorrente (c’è chi ne parla bene e chi sfavorevolmente; è certo però che prima il paesaggio di Pella era dominato da lontano dalla ciminiera; oggi è dominato dall’originale campanile, robusto e bello). Nelle giornate 12-13-14 settembre 1936, presente il Vescovo Mons. Castelli, viene inaugurato e vi resta installato il nuovo concerto. La campana maggiore di prima risaliva al 1861: quindi da ascriversi fra le prime realizzazioni del Marinzi, le si era affiancata la seconda nel 1899, ed il concertino s’era completato l’anno dopo 1900 con l’aggiunta delle due piccole a ricordare l’anno giubilare. In occasione dell’inaugurazione del nuovo campanile una sottoscrizione rese possibile l’aggiunta di due nuove campane al grave e la rifusione di quella in data 1899. Ne risultò un bel concertino di sei campane.
Il Rettore Ravedoni completerà la sue premure in favore della Chiesa nel 1952, quando, ricorrendo abilmente all’On. Pella, allora Capo del Governo, ottenne di eseguire l’intonaco esterno di tutta la Chiesa ed il rifacimento di tutta la facciata.
si costruisce il nuovo campanile

l'inaugurazione delle nuove campane

giovedì 15 ottobre 2015

Il nuovo parroco di Pella: il rettore can. Giuliano Ravedoni


  
 
Don Ravedoni 1881-1958
 
 

L’infaticabile Can. Martino Marinzi aveva cessato di vivere alle ore 18 del 10 marzo 1906, dopo 53 anni di interrotta presenza a cui seguì un anno e mezzo di vacanza. Le cattive lingue dicevano che nessuno dei Sacerdoti volesse accettare la Parrocchia di Pella dopo la lungimirante opera del rettore Marinzi.
 
Il nuovo Rettore veniva da Gozzano. Era stata una vocazione un tantino tardiva, perchè aveva iniziato la sua vita seguendo il padre ed il fratello in “Pradera” quale regolare “bocia”.
Nato nel 1881, era stato ordinato sacerdote nel 1905, si è rivelato un'ottima conquista.
 
Da San Giuliano Diacono (Gozzano), aveva assorbito tutto lo spirito. Quanto Marinzi era stato artista ed abile, altrettanto Ravedoni sarà buono! Appena ordinato sacerdote, il Vescovo l’aveva mandato, quale Vicario Reggente, a Rimella. Vi lasciò, in un anno e mezzo di ministero, la più bella delle impressioni, il più simpatico dei ricordi.
 
Vacante Pella dal marzo 1906 il medesimo Vescovo lo trapianta d’autorità e nella novena del Natale 1907, sulla piazza del lago è ufficialmente e trionfalmente accolto. Imitò il suo antecessore in una nota caratteristica: la longevità del ministero pellese pastorale.
Una straordinaria circostanza: il Rettore Marinzi firma il primo atto ufficiale il 28 giugno 1853 e
muore il 10 marzo 1906. Il Rettore Ravedoni firma il suo primo atto il 12 dicembre 1907 e morirà
il maggio 1958. Due Parroci-Rettori per anni 105!! Non è facile simile coincidenza; difficile eguale
auspicio per chi debba reggere una Parrocchia.
Entrato in Parrocchia si rimboccò, per così dire, le maniche. Il catechismo ai piccoli fiorì come per incanto; le funzioni religiose risvegliate e curate con profondo senso di pietà e di decoro; i giovani si stringono attorno a lui e danno inizio alla filodrammatica che tanta vita portò in paese.
Poi, con pietà e devozione, guardò anche materialmente all’edificio. I nuovi e razionali armadi della sacrestia, la decorazione e ripassatura a tutta la chiesa, poi il nuovo organo (1911) poi la rudimentale Cappella di Lourdes, nel 1922; cui seguirà la Cappella di San Giuseppe (1932).
Il Rettore Ravedoni completerà la sue premure in favore della Chiesa nel 1952, quando, ricorrendo abilmente all’On. Pella, allora Capo del Governo, ottiene di che eseguire l’intonaco esterno di tutta la Chiesa ed il rifacimento di tutta la facciata.
Muore a Pella il 3.5.1958 a 77 anni mentre sta celebrando un matrimonio nella chiesa di Pella.
 
i funerali di Don Ravedoni a Pella