E' senpre più urgente intervenire sul complesso monumentale di San Filiberto di Prorio, uno dei più antichi siti della sponda occidentale del lago d'Orta.
Per favorire una raccolta di fondi, il parroco don Beppe Ottina organizza una cena aperta a tutti i cittadini, come da programma unito.
Confidiamo in una corposa partecipazione.
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mercoledì 18 ottobre 2017
lunedì 26 dicembre 2016
Le cappelle della via Crucis di san Filiberto
Nell'inventario
dei beni di san Filiberto del 1710 viene menzionato il muro di
recinzione che delimita il sagrato che fungeva da cimitero dove
"Dalla
parte verso mezzo giorno al di fuori della chiesa v'è il Cimitero
assai grande, chiuso di muro, con una croce di legno ....e sotto
picciol tetto che è la gronda alla sagristia suddetta, per ossario
ove pure si conserva la bara da portare i morti..."
Gia
nel 1753 il parroco d'allora scrive al Vescovo
descrivendo che : "Li venerdì di Quaresima nella Chiesa di
S. Filiberto altre volte Parochiale d'Alzo si fa la via Crucis con
l'intervento de Popoli vicini; e nella festa di Epifania, e di S.
Filiberto si cantano in detta Chiesa li divini ufizi".
Solo
nel 1763, nell'inventario del 16 luglio, vengono citate ufficialmente
le cappelle: "La
chiesa è attorniata dal cimitero ben chiuso di muro e cancello di
legno. D'intorno a detto muro vi sono le cappelle della via Crucis
ben grandi e dipinte."
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| la dedicazione |
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| la firma del pittore |
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| 1932 inaugurazione cappelle |
Nel
1930-32 furono eseguiti i nuovi affreschi delle cappelle dal pittore Mario Albertella di Cannobio voluti da Ester Durio per onorare i genitori.
giovedì 20 ottobre 2016
san Filiberto abate - oratorio di Prorio
La
chiesa di San Filiberto, costruita al di fuori dei confini urbani,
sembra eretta a guardia dell’approdo di Prorio, testimonianza
antichissima di fede cristiana, ed appare
agli occhi del viaggiatore come un anfiteatro, offrendo una veduta
austera e pacata nel silenzio suggestivo del luogo.
La
tradizione vuole che s. Filiberto sia uno dei quattro corpi santi,
inumati accanto a s. Giulio nell'Isola, assieme ad Audenzio, al
successore Elia, al martire Demetrio.
Nella
Novaria Sacra il Bascapè riferisce che il culto per s. Filiberto è
testimoniato nei più antichi libri liturgici della basilica, e nella
visita pastorale all'isola del settembre 1593 aveva fatto annotare
negli atti una preghiera da recitarsi nella festa del santo.
Tuttavia
si era posto il problema di dare un'dentità storica a questo santo
le cui immagini, come abate, erano ancora visibili sulle pareti della
chiesa al tempo in cui egli scriveva.
In
una ricerca abbiamo raccolto una serie di immagini, di cui tre sono riconducibili alla chiesa di Prorio e altre tre si trovano
sull'isola di s. Giulio, oltre a numerose raffigurazioni presenti in
Francia patria d'origine del santo.
giovedì 8 ottobre 2015
Finalmente il pontile a Prorio
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| l'imbarco a Prorio negli anni '40 |
Domenica 24 agosto 1913 fu inaugurato il nuovo pontile a San Filiberto, "opera solida e non priva di eleganza che fa onore a chi l'ha progettata ed a quanti cooperarono alla sua costruzione".
Il nuovo scalo, ritenuto di grande utilità da tutti gli abitanti della riviera, è stato inaugurato con grandi festeggiamenti ed un corposo programma che prevedeva fuochi artificiali, offerte all'incanto, gare di nuoto, cuccagna marina e una gara ciclistica per dilettanti con partenza dalla salita di San Filiberto – Berzonno e ritorno ad Alzo con un percorso di km. 8.
La benedizione fu impartita dal rev. Don Luigi Meazza, parroco di Alzo, alla quale ha fatto seguito un discorso inaugurale del prof. Achille Cagna.
I festeggiamenti hanno avuto termine con un concerto musicale alla luce di una grande illuminazione del paese.
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| l'imbarco di Prorio oggi |
lunedì 5 ottobre 2015
Per San Filiberto una nuova campana
Il 5 agosto 1910 viene inaugurata la nuova campana per la chiesa di San Filiberto di Prorio.
La campana, in "mi bemolle", fu realizzata dalla rinomata Fonderia Mazzola di Valduggia. La signora Giuseppina Peverelli fece da madrina, mentre il padrino fu Ricca Bonaventura, pluridecorato al valor militare, come è testimoniato dal ricordo sulla tomba di famiglia.
Terminata la cerimonia tutti i convenuti furono ospiti nella villa Peverelli dove venne offerto il Vermouth d'onore.
Della campana non è rimasta traccia.
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| la signora Giuseppina Peverelli |
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| il ricordo di Ricca Bonaventura |
giovedì 6 agosto 2015
Opere d'arte per ricordare
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| Particolare del viso |
Opere d'arte di grande valore si possono vedere anche nei cimiteri, i quelli delle grandi città e in quelli più raccolti e periferici dei nostri paesi.
E' il caso del cimitero di San Filiberto di Prorio nel quale si possono ammirare diverse tombe che, realizzate nel bellissimo granito di Alzo con statue bronzee, presentano veri capolavori usciti dalle sapienti mani di scultori e artigiani.
Campeggia nel centro del cimitero di Prorio la tomba della famiglia Fiorentini, fatta costruire nel 1903 da Costanza Fiorentini Durio, la quale si avvalse dello scultore Costantino Sterati di Varallo (1861-1906) che è l'autore della dolente figura femminile in bronzo, inginocchiata sulla roccia nel cui interno riposano le spoglie dei defunti.
La statua fu realizzata dalla fonderia artistica Emilio Sperati di Torino. Fu questo un artista di grande talento: nato nel 1861, frequentò l'Accademia di Brera dal 1874 al 1883 e nel 1903 si trasferì a San Pietroburgo dove ebbe alterne vicende nel 1906 durante la realizzazione del monumento allo zar Alessandro III con lo scultore Paolo Troubetzkoy. Ritornò in Italia e a Torino morì il 30 agosto 1931.
Presso Palazzo Lascaris a Torino è la raccolta delle sue opere che la figlia ha donato alla città: una meravigliosa collezione di bronzetti di inestimabile valore artistico.
E' il caso del cimitero di San Filiberto di Prorio nel quale si possono ammirare diverse tombe che, realizzate nel bellissimo granito di Alzo con statue bronzee, presentano veri capolavori usciti dalle sapienti mani di scultori e artigiani.
Campeggia nel centro del cimitero di Prorio la tomba della famiglia Fiorentini, fatta costruire nel 1903 da Costanza Fiorentini Durio, la quale si avvalse dello scultore Costantino Sterati di Varallo (1861-1906) che è l'autore della dolente figura femminile in bronzo, inginocchiata sulla roccia nel cui interno riposano le spoglie dei defunti.
La statua fu realizzata dalla fonderia artistica Emilio Sperati di Torino. Fu questo un artista di grande talento: nato nel 1861, frequentò l'Accademia di Brera dal 1874 al 1883 e nel 1903 si trasferì a San Pietroburgo dove ebbe alterne vicende nel 1906 durante la realizzazione del monumento allo zar Alessandro III con lo scultore Paolo Troubetzkoy. Ritornò in Italia e a Torino morì il 30 agosto 1931.
Presso Palazzo Lascaris a Torino è la raccolta delle sue opere che la figlia ha donato alla città: una meravigliosa collezione di bronzetti di inestimabile valore artistico.
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| Particolare della statua in bronzo |
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| La tomba della famiglia Fiorentini |
lunedì 18 maggio 2015
Carlo Zanè: storico segretario comunale
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| Carlo Zanè |
Il 27 giugno 1907 un grave lutto scuote i cittadini di Pella: a soli 44 anni muore Carlo Zanè, apprezzato segretario comunale non solo di Pella e Alzo, ma anche di Cesara, Arola e altri paesi limitrofi.
Lo piangono la moglie Elvira Fortis e il fratello, l'avvocato e notaio Mauro Zanè, altro personaggio storico del territorio.
La monumentale tomba nel cimitero di San Filiberto di Prorio, costruita nel 1910 con il bel granito delle cave di Alzo, sebbene molto scarna di notizie sulle spoglie mortali che custodisce, consente di ammirare la raffinatezza dell'opera dovuta indubbiamente ad un artista scultore-scalpellino.
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| La tomba monumentale a S. Filiberto |
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| Un particolare |
giovedì 6 novembre 2014
La parrocchia di S.Albino a Pella
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| La data sull'architrave della porta d' ingresso |
Sopra l'architrave in granito della porta di ingresso (del 1936) della parrocchiale di Pella, c’è una targa in cui è riportata la data del 1591. La chiesa, dedicata a S. Albino di Angers, risulta citata per la prima volta il 3 agosto 1422 nel testamento della milanese Clara de Maynerij, abitante ad Orta.
Sebbene la chiesa medievale sia stata distrutta, è possibile farsi un'idea approssimativa della sua forma attraverso le annotazione a seguito della visita del vescovo Cesare Speciano del 27 agosto 1585.
Sebbene la chiesa medievale sia stata distrutta, è possibile farsi un'idea approssimativa della sua forma attraverso le annotazione a seguito della visita del vescovo Cesare Speciano del 27 agosto 1585.
Il vescovo dispose una ricostruzione della chiesa che nel 1590 non era ancora stata avviata. Così si ordinò di provvedere alla ricostruzione entro tre mesi altrimenti le porte sarebbero state chiuse e la popolazione avrebbe dovuto recarsi a sentire messa alla chiesa di S. Filiberto a Prorio. La quale, peraltro era anch’essa tutt'altro che in condizioni dignitose.
Nel 1593 si ordinò che il campanile fosse “incalcinato di fuori”, mentre nel 1617 si lamentava l'indecorosa sporcizia della porta d'ingresso, che doveva essere ripulita e tenuta ben chiusa.
Nel 1593 si ordinò che il campanile fosse “incalcinato di fuori”, mentre nel 1617 si lamentava l'indecorosa sporcizia della porta d'ingresso, che doveva essere ripulita e tenuta ben chiusa.
La chiesa venne consacrata dal Bascapè il 1° settembre 1607 e la memoria della dedicazione è fissata per la prima domenica di settembre. La parrocchia di Pella si era costituita nel 1568 affrancandosi dalla dipendenza da S. Filiberto.
La chiesa di S. Albino preesistente venne sistemata certo in occasione dell'assegnazione del diritto parrocchiale; in questa ottica si deve leggere la consacrazione fatta dal Bascapè, non perché la chiesa ne fosse priva, ma come atto di solenne riconoscimento della nuova dignità acquisita.
La chiesa di S. Albino preesistente venne sistemata certo in occasione dell'assegnazione del diritto parrocchiale; in questa ottica si deve leggere la consacrazione fatta dal Bascapè, non perché la chiesa ne fosse priva, ma come atto di solenne riconoscimento della nuova dignità acquisita.
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| S. Albino nel 1912 |
giovedì 25 settembre 2014
Convegno dedicato a San Filiberto
Lo scopo principale del convegno promosso ad Alzo è quello di richiamare l'attenzione sulla necessità di procedere in tempi rapidi al restauro di san Filiberto di Prorio, in modo particolare come obiettivo primario quello del campanile romanico che, a detta di molti studiosi, è un gioiello del medievo da salvare e salvaguardare.
Lo scenario della natura circostante ha favorito la presenza di molte persone che hanno seguito, con molto interesse, la giornata di studio sul Complesso Monumentale di san Filiberto di Prorio richiamando studiosi ed appassionati che, sin dalla mattinata di sabato 13 settembre 2014, si sono raccolti sul sagrato della chiesa di san Filiberto per ascoltare l'archeologa Francesca Garanzini la quale ha illustrato i primi risultati dei recenti scavi che hanno portato alla luce tracce di un'antica abside.
Le relazioni degli studiosi sono proseguite nel pomeriggio presso la sede dell'associazione Famiglia Alzese: all'archeologa Garanzini, che ha completato l'intervento lanciando l'opportunità di nuove prospettive di ricerca, ha fatto seguito la storica Fiorella Mattioli Carcano dell'associazione "Cusius" che ha sviluppato il tema sul culto di san Filiberto e di altri santi nel Medioevo cusiano.
Con un intervento d'oltre Alpe dell'associazione "Les Amis de l'Ile de Noirmoutier" della storica francese Marie Therèse Reed dal titolo "Saint Philiber in Francia: memorie e arte", abbiamo ascoltato la testimonianza importante del culto di questo santo, testo che è stato tradotto e letto da Cosetta Dal Cin, anch'essa storica dell'arte ed apprezzata guida turistica del nostro territorio.
Non è mancata la presenza spirituale di Madre Cànopi, abbadessa del monastero delle Benedettine dell'isola di s. Giulio, che con una lettera indirizzata a Bruno Nicolazzi, Presidente dell'associazione alzese, ha espresso il suo augurio per il buon esito della giornata.
Dopo una breve pausa, sono ripresi gli interventi con Angelo Marzi sull'argomento "La chiesa romanica e i degrado dell'ambiente", seguito da Piero de Gennaro che ha illustrato la via Crucis e le lapidi all'esterno della chiesa di san Filiberto.
Ha presentato e coordinato i relatori Andrea Del Duca, direttore dell'Ecomuseo del lago d'Orta.
L'iniziativa, promossa dall'associazione culturale Famiglia Alzese, dall'Associazione storica Cusius e da Soroptimist Club Alto Novarese con il patrocinio della Parrocchia di Alzo e Pella e del Comune di Pella, ha registrato la presenza di autorità, giornalisti e rappresentanti di Enti ed Associazioni, e del dott. Nobile della Fondazione Comunità Novarese, autorevole partner che supporta ed incoraggia le iniziative tese a raccogliere finanziamenti necessari per procedere ai restauri del complesso monumentale, il quale ha sottolineato la necessità di un coinvolgimento della popolazione per questo patrimonio d'arte e di cultura della collettività.
E in merito ai contributi che vengono elargiti per i restauri, alcune socie del club Soroptimist hanno consegnato un assegno di quattromila euro, frutto di una raccolta di denaro destinato al restauro di una cappella della via Crucis che rientra in quegli interventi strutturali già eseguiti su tre cappelle pericolanti delle quattordici esistenti, sulla regimentazione delle acque piovane e la canalizzazione delle gronde, opere estremamente necessarie per limitare il continuo ed incessante degrado.
La giornata di studio ha raccolto molti apprezzamenti e consensi, gratificando gli organizzatori che sperano di avere suscitato un maggior interesse sulla necessità di intervento con immediati restauri, mentre verranno pubblicati gli atti del convegno e saranno messi a disposizione di chiunque sia interessato.
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