Visualizzazione post con etichetta Orta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Orta. Mostra tutti i post

giovedì 9 marzo 2017

Antonio Calderara pittore a Pella

Il pittore arriva a Pella da Milano per la prima volta, e alloggia in un piccolo albergo dove rimane per un breve periodo e, nel 1934 si sposta a Vacciago appena dopo il matrimonio.
Nel 1935 ritorna a Pella con la moglie Carmela e la figlia Gabriella, e abita l’ultimo piano della torre medievale mentre lo studio è posto dove fu l'”Osteria del Vapore”, costruita su piloni nascenti dal lago. Il proprietario dell'Osteria era Francesco Ricciotti, sopranominato Cech dal tamburnin perché girava la manovella di una pianola nei giorni di festa.
Dopo questa breve parentesi, si trasferisce a Orta, considerata la "capitale" dell'omonimo lago.
Durante la sua permanenza nel nostro comune, Calderara ha immortalato alcuni angoli nelle sue pregevoli tele, immagini di un tempo passato.
L'Osteria del Vapore, che molti ricordano con nostalgia, fu demolita per una ristrutturazione urbanista del lungo lago di Pella.




lunedì 6 marzo 2017

Ernesto Ragazzoni d'Orta: una lettura al femminile

Sede del Museo del Rubinetto
Maina Mainardi ha commentato la vita dello scrittore e poeta Ernesto Ragazzoni, rivelando alcune notizie inedite come il suo soggiornare ciclico nella casa di Orta di proprietà della madre, una Gippini.
Ernesto Ragazzoni nato a Orta Novarese l'8 gennaio 1870, morì a Torino il 5 gennaio 1920 di cirrosi epatica, conseguenza della sua forte propensione al bere.
Appassionato di letteratura, nel 1891 pubblicò ne «Il cittadino novarese» i primi racconti e la raccolta di poesie Ombra, che comprendono anche traduzioni da Goethe, Edgar Allan Poe e Victor Hugo, nella tradizione della scapigliatura milanese.
Il 16 aprile 1899 si sposò con la giornalista Felicita Rey, figlia di un colonnello dei bersaglieri.
Ernesto Ragazzoni e Felicita Rey
Nella sua attività giornalistica fu collaboratore di varie testate. Per «La Stampa» divenne corrispondente estero: nel 1904 fu a Parigi, a Londra e poi , dal 1912 al 1918 ancora a Parigi.
Interessato alla letteratura inglese, nel 1899 e nel 1900 pubblicò alcuni saggi nella rivista bergamasca «Emporium» su Robert Louis Stevenson e Jerome Klapka Jerome.
Il Comune di Torino gli ha dedicato una via, nella zona del Parco Colletta.
La "lettura al femminile" fatta da Maina ha sottolineato la profondità di pensiero del poeta, nascosto e mascherato dall'ironia e dalle espressioni dissacranti usate nelle sue composizioni. Traendo alcune poesie contenute nel volumetto "Buchi nella sabbia e pagine invisibili", Maina ha declamato "Ad Orta", "De Africa", "L'apoteosi dei culi di Orta", "Elegia del verme solitario" e, per ultimo "Il mio funerale", nella cui citazione finale è sintetizzato il pensiero del poeta:
 "Qui giace Ernesto Ragazzoni d'Orta
nacque l'otto gennaio mille ed ottocentosettanta
e sotto, questo motto: D'esser stato vivo non gl'importa"


giovedì 22 dicembre 2016

La "reale caserma " dei Carabinieri e le vicende alzesi

In un giorno di maggio del 1906 il chimico farmacista  Mazzetti Giuliano della farmacia in Alzo, quella mattina era a Gozzano per convolare a nozze con Caterina Guidetti. Si ricordò di avere lasciato ad Alzo i documenti delle pubblicazioni e,  inforcata una bicicletta, recuperati i documenti, ritornò verso Gozzano. All’altezza dell’oratorio della Madonna di Luzzara fu aggredito, pestato e derubato d’ogni suo avere: l’orologio d’oro con catena, Lire 1.500 in contanti, un cofanetto con gioielli che gli aveva affidato una zia per farne dono alla novella sposa, e anelli di cui uno con brillanti che gli fu strappato dal dito con evidenti “morsicature” per poterlo meglio sfilare.
Il fatto suscitò immenso scalpore ed indignazione tra i cittadini della sponda occidentale del lago tanto che si incominciò a reclamare una stazione dei Reali Carabinieri da insediare da questa parte. 
Caserma inaugurata nel 1911
L’esigenza di tale richiesta era giustificata dal fatto che i Reali Carabinieri di Orta, a causa delle “enormi distanze” avevano difficoltà a raggiungere la sponda occidentale del lago, ed inoltre mancava il  telegrafo nel comune di Pella.
Costruito un apposito edificio voluto da Francesco Fiorentini, notabile della frazione di Alzo, il 16 marzo del 1911 fu inaugurata la stazione dei Reali Carabinieri per servire i Comuni della sponda occidentale del lago d’Orta firmatari della richiesta.




giovedì 15 dicembre 2016

Trasporti di animali e merci sul lago d'Orta





trasporto merci varie
Dall'Ottocento e fino agli anni sessanta del Novecento sul lago d'Orta a Pella si svolgeva l'attività di barcaioli con le barche a remi, traghettando da una sponda all'altra del lago persone e merci. 
Partivano con le “gondole” remando vigorosamente e trasportando le venditrici con i loro prodotti e i turisti all’isola di S. Giulio, a Orta, Pettenasco e ritorno. Talvolta si spingevano fino ad Omegna, situata a nord del lago per portare il bestiame al macello di Pettenasco oppure andare ad Omegna a ritirare la pasta di pioppo che serviva alla Cartiera Sonzogno di Pella.
Nei giorni del mercato di Orta paese, donne provenienti a piedi dalle valli situate sulla sponda occidentale del lago, persino dalla Valsesia, scendevano a Pella con i loro prodotti per farsi traghettare sull’altra sponda : uova, pollame, verdura, frutta erano la loro risorsa. Per essere puntuali al mercato dovevano alzarsi alle quattro del mattino, portando a spalla il prezioso carico.
Il lago d'Orta, come strada di comunicazione, è stato documentato anche da scrittori ottocenteschi.

Dal romanzo “A Lady’s tour round Monte Rosa; vith Visits to the Italian Valleys”, di Eliza Robinson Cole, edito nel 1859, una significativa descrizione sul trasporto di asini con le barche:
"Quando sono necessari asini per andare da Orta al Lago Maggiore passando per il Monterone, gli animali vengono portati con le barche da Pella attraverso il lago ed il loro aspetto serio quando sono fatti sbarcare risulta particolarmente comico.
Ad Orta, l’arrivo e la partenza delle barche con passeggeri ed asini risultano la maggiore attrattiva per quei turisti che desiderano passare una tranquilla giornata, divertendosi ad osservare i piccoli incidenti che capitano in quelle occasioni."
Le immagini che proponiamo testimoniano alcuni avvenimenti, modesti flash per non dimenticare.





lunedì 27 aprile 2015

Regate per signorine




Locandina gara

Da Orta a Pella le donne si svolgevano gare di voga per rematrici. È del 1893 la regata per “signorine” con la partecipazione di cinque imbarcazioni con equipaggi femminili di cui riproduciamo il documento con i nomi, la classifica e i premi assegnati.


Elenco partecipanti
 
Il premio delle signorine



lunedì 9 marzo 2015

Le barche di Pella

tipiche barche del lago
A Pella confluivano i cittadini della sponda occidentale che avevano esigenza di attraversare il lago per recarsi sulla sponda orientale, in particolare ad Orta quale centro che offriva vari servizi pubblici (ufficio postale, carabinieri, banca, ecc.).
Le barche erano dotate di “baltrésca”, telaio in ferro che opportunamente ricoperto, consentiva di ripararsi dal sole e dalla pioggia. In caso di vento, si doveva togliere tempestivamente il telone per evitare che la barca venisse rovesciata. Per matrimoni o per processioni sul lago, la baltréscaveniva opportunamente addobbata con i fiori
Alcuni documenti ci forniscono notizie precise sull'esistenza dei barcaioli di Pella. Infatti nel 1807 furono censiti, fra le varie attività, ben otto barcaioli che, nel censimento del 1861, diventarono “ufficialmente” solo tre.


Qualche problema di ordine organizzativo ci doveva essere se il 28 novembre 1900 il Consiglio Comunale di Pella adottò un nuovo Regolamento per il servizio delle barche e gondole e la relativa Tariffa: "Chiunque fornisce tale servizio, donne comprese (art. 2), doveva essere autorizzato dal Comune e possedere determinati requisiti; il Regolamento chiariva poi che le gondole misuravano da “metri 6,50 a metri 7,50 e una larghezza massima interna da metri 1 a metri 1,25” e che potevano trasportare da 8 a 10 persone; le barche invece, la cui lunghezza era compresa tra 5 a 7,25 metri, potevano portare fino a 14 passeggeri (art.8).
vecchie barche per il trasporto passeggeri