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giovedì 4 maggio 2017

Il secolare ippocastano

Era il 15 marzo del 2004 quando gli alzesi assistettero all'abbattimento dell'ippocastano che troneggiava nella panoramica piazza della frazione.
Fu un giorno memorabile per molti cittadini che, dietro le transenne, guardavano le complesse operazioni per sezionare il monumentale albero, alto 36 metri e vecchio di oltre cento anni. Infatti già nel 1907 furono spese ben 10 lire per provvedere alla sua concimazione.
Si guardavano e si commentavano i movimenti degli operai, bisbigliando come se si fosse ad una veglia funebre di un congiunto. Per tanti alzesi, in effetti, è stato come dire "addio" ad un caro amico.
Come non ricordare quando, all'ombra dei suoi rami, sostavano gli anziani del paese a fare le solite quattro chiacchiere mentre i bambini giocavano intorno sotto gli sguardi vigili di nonne e mamme....

La piazza è sempre accogliente con il prato verde e l'aiuola centrale fiorita, ma resta la nostalgia del grande ippocastano.




giovedì 20 aprile 2017

Il magico mondo del cinema

Ad Alzo esisteva il cinematografo!
sede del cinematografo ad Alzo
Lo stabile, tuttora esistente, si trova verso l'uscita nord del paese ed è di proprietà della famiglia De Gennaro che, all'epoca, lo aveva concesso in uso senza chiedere alcun compenso.
Dopo la seconda guerra mondiale, il parroco di allora - don Luigi Calderoni – che aveva una dinamicità esemplare nel rendere attiva la comunità alzese, si era munito di una macchina da proiezione utilizzata per gli intrattenimenti cinematografici.
la locandina del film girato nel 1942 sul lago d'Orta
L'edificio consisteva in una sala con palco dove si faceva anche teatro. La platea era attrezzata con le panchine e la galleria, alla quale si accedeva attraverso una scala, aveva le poltroncine per circa 150 posti, tutta a gradini e l'ultima fila toccava il soffitto.
Si proiettavano films il venerdì, sabato e domenica facendo arrivare le pellicole da Milano, da dove giungevano con il treno fino a Gozzano.
una scena del film La Maestrina sul  Sacro Monte d'Orta
Il noleggio lo si condivideva con Pogno passando le pellicole tra un tempo e l'altro: ad Alzo si proiettava il primo tempo e poi, via con la moto, si portava la pellicola a Pogno che a sua volta doveva proiettare il primo tempo mentre ad Alzo veniva proiettato il secondo tempo. Alla mattina del lunedì, per non pagare un giorno in più di noleggio, si restituiva la pellicola a Milano.

Ora l'edificio è abbandonato ed inutilizzato da anni e ben pochi cittadini ricordano quei tempi...

lunedì 30 gennaio 2017

Ufficio Postale di Alzo: l'inizio e l'attualità



Ad Alzo l'ufficio postale risulta essere in servizio dal 1° marzo 1891, in via Torchio, gestito da Gualeia Alessio, titolare "collettore", che lo gestì fino agli anni 1935-40.
Luigi Marzi
Dall'agosto 1907 iniziò una serie di richieste pressanti indirizzate agli uffici del ministero per ottenere il telegrafo presso il locale ufficio postale, la cui installazione faceva già parte del capitolato del 1886 relativo alla ferrovia Gozzano-Alzo ma sempre disatteso. 
L' impianto fu realizzato solo nell'agosto del 1920 dopo tredici anni di battaglie e di solleciti a suon di roventi articoli giornalistici da parte di eminenti personaggi per ottenere tale servizio. Il costo dell'installazione fu di 459 lire, somma raccolta tra i generosi alzesi.
Domenico Trotta
Durante la prima guerra mondiale il postino di Alzo fu Piralla Costantino (1856 – 1936) aiutato dalla moglie Bonfantini Rosa (1878 – 1938). Prosegue la figlia Piralla Vittoria (1912-1966) che fa servizio dal 1946 fino al 1966 e dall'1 ottobre 1967 fino al 1995, la postina è stata Pinuccia Bolchini: una consolidata famiglia di postini per tre generazioni!
Dopo la seconda guerra mondiale l'ufficio postale si trovava in via Durio, gestito da Luigi Marzi fino al 1976 circa e, negli anni '80, il responsabile fu Domenico Trotta.
Il  ufficio postale in costruzione
Le poste in pza Fiorentini
Nel 1998 è stato costruito il nuovo edificio sulla piazza Fiorentini dove tuttora prosegue il servizio a giorni settimanali alterni.
Nel 1967 venne introdotto per tutta l'Italia il CAP, Codice di Avviamento Postale.






lunedì 16 gennaio 2017

Alzo ha uno sportello bancario!


Nel 1921, il 24 aprile, venne inaugurato lo sportello della Cassa di Risparmio di Novara, voluto dal geom. Celso Gualea e da Marco Simonetta.
La prima sede si trovava in via Durio all'attuale numero civico 82 di casa Assi Angelo e agli sportelli operavano i signori Vicini Enea di Orta e Dulio di Borgomanero.
Nel 1923 venne introdotto il servizio di esattoria, con evidente comodità dei cittadini.
La successiva sede, dopo la seconda guerra mondiale, fu spostata all'inizio sud del paese, e allo sportello erano impiegati i signori Baldioli di Omegna e Ancellotti di Artò.
Nel 1979 fu costruita la nuova sede in piazza Fiorentini dove si trova tuttora.
Durante questi anni l'originale Cassa Risparmio di Novara si trasformò in "Cassa Risparmio delle Provincie Lombarde", diventando Banca Intesa alla fine degli anni '90. Dal 2006 è accorpata alla Intesa Sanpaolo.
Curiosità: la parola "Provincie" corrisponde esattamente al desueto plurale ortografico   che fu adottato all'epoca della sua denominazione, caratterizzando quindi il marchio "storico" della banca stessa.



giovedì 5 gennaio 2017

Albergatori Alzesi a Barcellona



Il minuzioso lavoro di ricerca di Angel Miguelsanz i Amalot ha portato alla pubblicazione dell'importante volume: "Radici Piemontesi dell'industria alberghiera di Barcellona – 1571 - 1936". Ancora oggi in Catalogna continuano l'attività gli eredi di quei pionieri che tanto hanno dato a questa regione spagnola.
Una testimonianza è la targa in bronzo posta nel 1993 all'entrata dell'hotel Orient sulla Rambla di Barcellona che pubblica il riconoscimento per gli anni di servizio alla città offerto da questa struttura alberghiera a far data dal 1842.
Un omaggio al fenomeno migratorio di quanti hanno portato fuori dai confini del nostro paese la capacità, la professionalità di più generazioni.
L'Hotel Orient era uno dei più prestigiosi alberghi di Barcellona di proprietà della famiglia Durio originaria di Civiasco ma che nell'Ottocento, a seguito di un doppio matrimonio con personaggi della famiglia Fiorentini, assunse un importante ruolo nella vita sociale ed economica di Alzo.
L'inizio dell'avventura a Barcellona porta la data del 1778 quando Pietro Durio (1751-1808) intraprese il viaggio da Civiasco verso la Spagna.... e qui vi lasciamo affinché possiate leggere l'interessante racconto sul libro citato!


giovedì 22 dicembre 2016

La "reale caserma " dei Carabinieri e le vicende alzesi

In un giorno di maggio del 1906 il chimico farmacista  Mazzetti Giuliano della farmacia in Alzo, quella mattina era a Gozzano per convolare a nozze con Caterina Guidetti. Si ricordò di avere lasciato ad Alzo i documenti delle pubblicazioni e,  inforcata una bicicletta, recuperati i documenti, ritornò verso Gozzano. All’altezza dell’oratorio della Madonna di Luzzara fu aggredito, pestato e derubato d’ogni suo avere: l’orologio d’oro con catena, Lire 1.500 in contanti, un cofanetto con gioielli che gli aveva affidato una zia per farne dono alla novella sposa, e anelli di cui uno con brillanti che gli fu strappato dal dito con evidenti “morsicature” per poterlo meglio sfilare.
Il fatto suscitò immenso scalpore ed indignazione tra i cittadini della sponda occidentale del lago tanto che si incominciò a reclamare una stazione dei Reali Carabinieri da insediare da questa parte. 
Caserma inaugurata nel 1911
L’esigenza di tale richiesta era giustificata dal fatto che i Reali Carabinieri di Orta, a causa delle “enormi distanze” avevano difficoltà a raggiungere la sponda occidentale del lago, ed inoltre mancava il  telegrafo nel comune di Pella.
Costruito un apposito edificio voluto da Francesco Fiorentini, notabile della frazione di Alzo, il 16 marzo del 1911 fu inaugurata la stazione dei Reali Carabinieri per servire i Comuni della sponda occidentale del lago d’Orta firmatari della richiesta.




lunedì 28 novembre 2016

Alzo. ieri e oggi

Attraverso le immagini, la testimonianza della  trasformazione urbanistica avvenuta nello scorso secolo nella frazione di Alzo.





Panoramica dalla Cave



 Ingresso ad Alzo da sud



Uscita da Alzo verso nord

giovedì 27 ottobre 2016

Affreschi ed edicole votive


Varie pubblicazioni hanno proposto documentazioni con larga scelta di affreschi a carattere devozionale che si trovano sulle pareti esterne di case, chiese e cappelle di paesi che si affacciano sul lago d'Orta.
Anche ad Alzo ne sono stati censiti diversi negli anni '80 dello scorso secolo, opere che, seppure di minor rilievo artistico, hanno una importante valenza devozionale ed emotiva.
Un percorso effettuato per rintracciare queste testimonianze nel territorio alzese ha consentito di elencarne una ventina, certamente numero assai inferiore a quello che in realtà offre il territorio se si effettuasse una ricerca approfondita anche in luoghi meno frequentati, prima che il tempo e l'incuria degli uomini faccia cadere nell'oblio queste testimonianze di fede.
La presenza di una cappella davanti la porta d'ingresso della parrocchia di S. Giovanni Battista ad Alzo, cappella abbattuta attorno al 1960, era testimoniata in alcune vecchie foto attraverso le quali è stato ricostruito l'affresco, recuperando solo la parte superiore ma sufficiente per non perdere del tutto il ricordo di questa presenza.




martedì 11 ottobre 2016

Il masso coppellato di Pella


Nella conferenza del 4 ottobre del dr. Andrea Del Duca (direttore dell'Ecomuseo Cusius del lago d'Orta e del Mottarone), il relatore ha fatto una panoramica sui ritrovamenti archeologici fino all'epoca romana compresa, citando le ultime scoperte a san Filiberto di Prorio.
In particolare il dr. Del Duca ha illustrato il fenomeno dei massi erratici coppellati il cui inquadramento cronologico risulta difficile a causa della lunga attività nella esecuzione delle coppelle anche in tempi meno remoti.
Tuttavia leggende ed antiche credenze popolari sono connesse ad alcune rocce o massi coppellati censiti attorno al lago d'Orta, ai quali si attribuivano poteri legati alla fertilità delle donne e a riti propiziatori.
In prossimità del confine del Comune di Pella, poco distante dal sentiero che collega Alzo con San Maurizio d'Opaglio, fu individuato nei primi anni Novanta dello scorso secolo, un masso erratico su cui sono scavate tre vasche e una cinquantina di coppelle, molte delle quali collegate da canalette.
Nel 1997 il dottor Del Duca pubblicò una breve descrizione del masso e propose una datazione, basata su confronti con ritrovamenti simili, alla seconda età del ferro (IV-I secolo a.C.).
La datazione di questo genere di ritrovamenti rimane comunque assai difficile, salvo i rari casi in cui queste incisioni vengono rinvenute all'interno di contesti chiusi, vale a dire all'interno di sepolture o di sezioni stratigrafiche, poiché non è possibile escludere che l'intervento umano possa essere continuato fino ad epoche anche recenti.



giovedì 6 ottobre 2016

Antiche dimore di Alzo

Attraversando la frazione di Alzo, con un po' di attenzione non si può fare a meno di notare la presenza di edifici che, pure nella loro vetustà, testimoniano ancora un'epoca di prosperità coniugato al buon gusto ed alla signorilità che li contraddistingue.
Alzare lo sguardo su, verso i loggiati, ecco che i particolari svelano un lembo di storia: al centro del paese, al numero civico 94, la storia ci dice che era proprietà di Francesco Fiorentini fu Francesco, poi passata ad un successivo acquirente.
Oltre il cancello, è in mostra un piccolo giardino attorniato da elementi decorativi stile "bella epoque" successivi alla data originale della costruzione, che si fondono con ornamenti tipici dei giardini ottocenteschi  e, sulla parete sud tracce di una meridiana ormai scolorita.
Tra gli archi della loggia al secondo piano del lato est, la data "1803" oltre a tracce di decorazioni murali che sottolineano il gusto di quel periodo.
In una virtuale passeggiata itinerante, andremo alla scoperta di altri edifici altrettanto storici ed interessanti, importanti rappresentazioni di un'epoca che ha fatto la storia del borgo alzese.


venerdì 30 settembre 2016

Mestieri e tradizioni dimenticati


Percorrendo le strade di Alzo, possiamo scorgere alcune tracce di un passato non molto lontano, ormai destinato all'oblio, ma che ci permettono di considerare come l'acqua, i molini, i torchi, e così via, fossero elementi indispensabili per la vita quotidiana del paese.

Uno degli ultimi pozzi ottocenteschi, ancora visibile sulla via centrale del paese, testimonia l'importanza di poter avere l'acqua a portata di mano.

Ad Alzo esisteva un vecchio mulino che procurava farina per gli antichi alzesi rendendoli un po' meno dipendenti dalla farina prodotta a Pella. Di questo edificio, che doveva essere all'incrocio con la "strada del Molinaccio", se ne conserva memoria nell'indicazione del luogo.
L'unica traccia della presenza dei vecchi molini sembra essere la serie di pietre che attraversano la strada in uno spiazzo, pochi metri a sud del ponticello sulla Plesna: quelle pietre delineano, per qualche metro, un'antica gora molinara.
Anche la "via del Torchio" indica la presenza, nel Settecento, di un torchio per pigiare l'uva e, forse, anche per ricavare farina dalle castagne secche.

Di proprietà della famiglia Fiorentini pare fosse ancora in uso a fine Ottocento, probabilmente a disposizione della comunità. Si intravvede  la tettoia e sul muro si legge in colore ruggine. "1794/ Fran.co Fiorentini/FF."



martedì 27 settembre 2016

Strada facendo....



La strada che proveniva da San Maurizio fu notevolmente allargata fino alla piazza di Alzo, per la necessità di trasportare i pesantissimi carri carichi di granito che, mediamente, nel numero di sei al giorno, trascinati da buoi, muli o cavalli, si dirigevano verso Gozzano per scaricare il loro peso su vagoni ferroviari.
Il progetto fu elaborato dall'ingegner Andrea Nobili de Toma negli anni Quaranta del 1800, che fece realizzare una vera ed ampia strada carraia, coperta di grossa ghiaia per evitare che le ruote dei carri scavassero profondi solchi.
Dalla piazza di Alzo la strada proseguiva più stretta verso nord, attraversando il paese aggirava a sinistra la corte della casa Borionetti per arrestarsi dopo un centinaio di metri, molto prima di raggiungere il torrente Plesna (o Pellesina).
In seguito, all'inizio del secolo scorso, si sventrò l'edificio creando "l'arcone" che da allora permette alla carrozzabile di proseguire dritta verso Cesara, dopo aver attraversato i ponti sui torrenti Plesna e Pellino.




giovedì 22 settembre 2016

Testamento di una perpetua

1936 la "Rusin" perpetua di don Urani



Era parroco ad Alzo don  Franciscoli Carlo Giuseppe proveniente da Ara, che resse la parrocchia dal febbraio 1740 al 9 agosto 1761, data in cui morì a 70 anni e fu sepolto nel cimitero di San Filiberto.
Il giorno 6 gennaio 1749,  la sua perpetua – Maria Maddalena Allegra, nata alla Colma di Valsesia – confida le sue volontà al notaio Giacomo Filippo Varone dell'Isola San Giulio.
E' un testamento orale con il quale dispone  che il suo corpo fosse accompagnato alla sepoltura da cinque sacerdoti – due di Alzo, due di Pella ed il curato di San Maurizio d'Opaglio – e dalla Compagnia del SS Sacramento di Alzo. A tutti doveva essere data la solita elemosina e la cera, mentre la Compagnia riceveva anche 6 lire imperiali.

Rosina Gualea 1892 – 1977

Lascia poi al curato di Alzo il compito di amministrare il denaro contante che "si trovi al momento della morte e il salario non ancora percepito", mentre nomina esecutore testamentario il molto reverendo Giorgio Terrazzi Cappellano di Pella, destinando i suoi beni ai parenti.
Questo documento permette di capire la condizione di Maria Maddalena, una single come si direbbe oggi, e tutt'altro che un'eccezione a quei tempi, che aveva trovato  una buona e sicura soluzione per la sua esistenza mettendosi al servizio di un sacerdote nel quale riponeva la massima fiducia. 
Ci dobbiamo accontentare di poche frasi di un atto giuridico per carpire al silenzio della storia qualche indizio sulla vita  di Maria Maddalena, della quale però  non conosceremo mai le  ansie, i desideri, le  gioie e i  dolori che l'hanno accompagnata nella sua esistenza.

giovedì 17 dicembre 2015

Distanze geografiche e sviluppo sociale

Il dizionario di Casalis registrava con scarne parole le origini del comune di Pella: "A questo comune è aggregato il villaggio di Alzo, che gli è lontano un mezzo miglio". In realtà, quel mezzo miglio, così breve sul piano della distanza geografica, diventava ben più arduo e faticoso da colmare sul piano delle distanze sociali tra le due comunità. Lo stato di manutenzione dell'intera rete stradale era insoddisfacente. Per fare qualche esempio, il Rialaccio, che segnava per un tratto il confine tra Alzo e San Maurizio, fino al 1822 inondava regolarmente l'unica strada che collegava i due paesi.
Solo dopo il 1885, la realizzazione del nuovo ponte sul Pellino finanziato dalla famiglia Durio consentì al comune nel suo insieme di inserirsi nelle nuove direttrici di traffico che percorrevano la sponda occidentale. Chi passava per Alzo poteva ammirare "un bello stradone che differisce dall'orrendo ciottolato tanto in voga" e le curate residenze signorili, conferivano al paese "un aspetto insolitamente civile e un carattere allegro".
a piedi da Alzo a San Maurizio
la stessa strada come si presenta oggi


giovedì 26 novembre 2015

La scuola elementare ad Alzo

scolari alzesi nel 1902 con la maestra Rossi

Con l'edificazione nel 1901 del nuovo stabile della Famiglia Alzese, destinato ad accogliere l'asilo infantile e le scuole elementari, ebbe inizio l'attività di sezione staccata fino alla terza elementare.
La prima e "storica" maestra fu Giuseppina Rossi che, nel 1902, dotava la scuola di Alzo di bandiera, inaugurata dal sindaco Fiorentini con il concorso degli scolari di Pella e dei maestri di varie parti della Riviera.
La Rossi è stata l'insegnante di Alzo ininterrottamente per anni, educando varie generazioni di alzesi negli oltre trent'anni di attività e malgrado le varie vicissitudini che portarono, nel 1910, alla soglia della soppressione della scuola della frazione.
ultimi anni di insegnamento della maestra Rossi (1935 ca.)

la maestra Rossi (prima a sinistra) negli anni '40

lunedì 12 ottobre 2015

Il misterioso "Violone" di Alzo


Alzo col "Violone" da abbattere
 
 
Nel 1902 l'allora sindaco di Pella Francesco Fiorentini, progettò di abbattere “visto il cattivo stato in cui si trova, il piccolo fabbricato comunale detto Violone, della superficie di mq 56". Un modesto edificio coperto da comuni ardesie, con la porta e la finestra in sfacelo, senza pavimento nè soffitto.
L'intenzione era quella di creare un'area da adibire a piazza pubblica molto più ampia con la cessione di un terreno di proprietà Durio-Fiorentini di mq 63, di costruire una conduttura lunga mt. 85 per l'acqua potabile con relativa fontana pubblica e disporre, sul muro di proprietà del canonico Francesco Fiorentini, un "vano conveniente ad uso Albo Pretorio", nonché lo spostamento (rendendola rettilinea) della strada per Artò come da progetto.
Due anni dopo, nel 1904, si poteva ammirare la conclusione dei lavori.
Rimane solo l'interrogativo del perché quel fabbricato vetusto e malandato fosse chiamato "Violone".
 
 
Alzo con le opere da abbattere
 

Oggi come si presenta lo stesso luogo