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martedì 16 giugno 2015

QUANDO DA ALZO PARTIVANO I TRENI A VAPORE......




Esposizione del Diorama di cm. 250 x 100 che riproduce in scala 1:87 la stazione di Alzo della storica ferrovia Gozzano-Alzo e del Diorama del trenino della linea Stresa-Mottarone realizzati da Loris Crevola e Ferdinando Franchini 

Queste opere, unitamente ad importanti cimeli ferroviari e documenti inediti saranno esposte presso il salone della

ASSOCIAZIONE FAMIGLIA ALZESE 
via dell'Asilo, 1 – ALZO (No)
sabato 20 giugno: ore 14,30/19,30 e 
domenica 21 giugno 2015 : ore 10,30 /12,30 – 14,30/19,30 
per informazioni: famiglialzese@gmail.com

INGRESSO LIBERO

giovedì 7 maggio 2015

Un trasporto d'altri tempi

inizio '900 - trasporto privato

Quando nel  1906  il Governo decise di non concedere più la sovvenzione per il trasporto dei passeggeri e della posta con il servizio ferroviario Gozzano-Alzo prospettando la sospensione del pubblico servizio, venne istituito il trasporto con "Diligenza o Corriera"  e servizio postale gestito da Luigi Bassi il quale, in Alzo, possedeva l'Albergo Roma.
Dalla cronaca dell'epoca si apprende che il "servizio è molto medievale. In questi mesi d'inverno poi vuol proprio essere una delizia paradisiaca viaggiare su questa diligenza, che per pareti ha quattro pezzi di tela straccia e per coperchio poco più che la cappa del cielo".
A queste osservazioni il sig. Bassi risponde che il suo mezzo "giunge sempre in tempo per la partenza del treno" e se le pareti della corriera sono di tela straccia è perché la sovvenzione governativa non gli consente di offrire ai passeggeri "un servizio in poltrone con cuscini di bambagia e in omnibus riscaldati"  in quanto riceve una sovvenzione giornaliera di Lire 2,78  per coprire le spese delle  tre corse che effettua ogni giorno.

Nel 1923, a seguito del veloce smantellamento della ferrovia Gozzano-Alzo, il collegamento fra Alzo e Gozzano fu assicurato dalla ditta Godio  Rampezzini & C. con un torpedone a 22 posti.

Gli orari delle corse: partenza da Alzo alle ore 5.10 e ore 15.00 - arrivo in stazione a Gozzano alle 5.30 e 15.20
partenza da Gozzano stazione ore 11.20 e 20.20 - arrivo ad Alzo alle 11.40 e 20.40
Servizio Godi-Rampezzini

 Il torpedone della Godi-Rampezzini di Gozzano




giovedì 18 dicembre 2014

E da Alzo non partirono più i treni a vapore...

Il ponticello in località Bocc

La stazione a righe bianche e rosse


Alle vicende descritte nei documenti ufficiali, si aggiungono le memorie e le poche tracce raccolte dalla voce di chi ha vissuto quella stagione.
È particolarmente importante la testimonianza del signor Andrea Guidotti sull’aspetto esteriore delle stazioni della ferrovia Gozzano – Alzo: l’intonaco era a strisce bianco-rosso ed ancora oggi si può vedere sull’edificio della stazione di San Maurizio d’Opaglio, ora adibita a civile abitazione. L’arrivo del treno (i cui orari non erano mai precisi) veniva preannunciato con uno scampanellìo per avvisare i probabili viaggiatori che era ora di appressarsi alla stazione, nonché chi ne aveva necessità, di andare a spedire o ritirare pacchi o merci varie.
Non bisogna dimenticare che questi erano paesi con numerosi emigranti. Era assai importante per il servizio postale locale che si avvaleva della ferrovia; l’intera comunità attendeva l’arrivo del treno specie nel periodo della Grande Guerra, quando ogni famiglia annoverava qualche congiunto lontano da casa perché al fronte o prigioniero.
Negli anni 1920-22 il fuochista della locomotiva Alzo (il nome indicava il modello del locomotore fabbricato in Germania, modello in funzione anche per altri percorsi ferroviari), era Attilio Balaustra, abitante nella frazione Pianelli, mentre il macchinista era Polci di Pogno.
La figlia del Balaustra ricorda che una volta il padre non fermò il treno alla stazione di San Maurizio perché era in ritardo sull’orario e non poteva mancare la coincidenza a Gozzano con il treno che transitava da Novara per Omegna.
Non era raro che, per mancanza di potenza del locomotore a causa del dislivello esistente nei pressi della località Pianelli, i vagoni carichi di massi di granito venissero sganciati ed abbandonati sui binari per essere poi ripresi (con comodo!) in un secondo tempo. Altre volte, mancando il carbone, i viaggiatori erano invitati a scendere e raccogliere le canne di granoturco nei campi per far ripartire il treno.
La natura stessa, aiutata dalla mano dell’uomo, ha ormai cancellato le tracce di una vicenda così sofferta. Pochi segni sono rimasti: un ponticello nascosto dai rovi, un breve tratto di binari non divelti, un intonaco a righe bianco-rosso, un vecchio quadro con gli orari del treno…

Bibliografia: Documenti dall’archivio storico dell’Associazione Culturale Famiglia Alzese.


Un particolare della stazione di San Maurizio

Un cippo SF - strada ferrata


giovedì 4 dicembre 2014

La chiusura della ferrovia Gozzano – Alzo




Stazione di Gozzano divisa da casellante (1914)


Il servizio ferroviario si rivelò una continua perdita anche a causa  della inattività delle cave.
I Sindaci dei paesi attorno decisero di stanziare un contributo per il proseguimento del servizio e gli industriali si riservarono di sentire quali fossero le richieste per la cessione della Ferrovia.
Ma il reale interesse della Società Cusiana continuava probabilmente ad essere quello di liberarsi della ferrovia, affinché questa non intralciasse il progetto dell’autoservizio. Così aveva già iniziato a prendere accordi per la vendita del materiale rotabile e anche dei binari. Una petizione degli abitanti del lago, giunta al Ministero dell’Interno, fece muovere la Prefettura di Novara, che bloccò immediatamente ogni trattativa. E questo fu un nuovo colpo per la Società Cusiana.
Si susseguirono incontri e trattative anche con l'intervento di personaggio politici dell'epoca (l’ing. Pestalozza, il deputato Curioni, il prefetto di Novara), ma il risultato fu che il 15 giugno 1922 la Società Cusiana chiuse il servizio sulla Gozzano – Alzo e, memore degli avvenimenti passati, diede immediatamente ordine di smantellare i binari e vendere gli immobili.
La gente si ribellò, bloccò i lavori di disarmo per ben due volte e, verso la fine di luglio, un lungo corteo di persone percorse i binari da Alzo fino a Gozzano, dove fu bloccato il treno che sopraggiungeva diretto a Novara. I discorsi tenuti dal dott. Ruffoni e dall’ing. Peverelli, stando ai giornali dell’epoca, suscitarono l’approvazione di tutti, anche dei viaggiatori e del personale ferroviario.
Un Comitato acquirente offrì L. 550.000 per l’acquisto della ferrovia, ma la Società Cusiana non voleva scendere sotto le 600.000. Mentre si cercavano le 50.000 lire per soddisfare la richiesta, gli accordi per la vendita dei singoli fabbricati e delle rotaie furono perfezionati.
Per la Gozzano – Alzo era la fine.

Fonte: Documenti dall’archivio storico dell’Associazione Culturale Famiglia Alzese.



Casellante stazione Berzonno (1914)

Casellante stazione Cremosina (1914)
 
 

lunedì 17 novembre 2014

Il declino della Ferrovia Gozzano - Alzo

 
 
La ferrovia sotto le cave di Alzo
 
 
Il progetto della linea ferroviaria, che prevedeva il trasporto medio giornaliero di circa 200 persone, fu disatteso dalla realtà. Gli scalpellini che lavoravano nelle cave non utilizzavano il treno. Questo per vari motivi. Innanzitutto gli orari non erano compatibili con quelli di lavoro. Inoltre la maggior parte degli operai viveva relativamente vicina ad Alzo pertanto preferiva muoversi a piedi piuttosto che sostenere i costi del biglietto.
Rimaneva pertanto negli utili solo la movimentazione delle merci, in particolare il granito e la carta prodotta dalla cartiera Sonzogno. La carenza di vagoni obbligava però la ferrovia a noleggiare altri carri con un ulteriore, seppure leggero, aumento dei costi.
La concessione per il trasporto pubblico scadeva il 15 giugno 1906, ma già il 6 maggio presso il salone della Famiglia Alzese, è indetta un’adunanza per deliberare riguardo alla ferrovia e in particolare, a conferma di quanto detto, circa l’orario dei treni. In un avviso pubblicato su L’Amico dell’11 agosto 1906, l’avv. Razzetti preannunciava la sospensione del pubblico servizio a partire dal 15 agosto, in quanto il Governo non intendeva concedere ulteriormente l’indennità per il trasporto dei passeggeri e della posta.
Intanto il servizio pubblico veniva affidato alla corriera del signor Bassi,il quale però si lamentava del misero importo della sovvenzione ottenuta.
Nel 1909, grazie a un Decreto Legge, il servizio riprese con entusiasmo. La locomotiva Alzo, il carro senza sponde e la carrozza passeggeri, unici rotabili in possesso della ferrovia, cominciavano tuttavia a sentire il peso degli anni. Anche le rotaie erano da cambiare, ma i fondi mancavano e già nel 1914, alla vigilia della prima guerra mondiale, si intravvedeva una nuova crisi.
Nel 1917 venne costituita la Società Ferroviaria Cusiana per trasporti e costruzioni, con sede a Milano presso il Banco S. Giorgio, il cui obiettivo era quello di creare una rete di autoservizi che coprisse un’ampia zona che andava da Gozzano a Borgomanero, Borgosesia, Arona, Orta, Omegna, Alzo e Pella. Il progetto era ambizioso, ma la Società sapeva che il Governo non poteva appoggiare una concessione per un percorso già servito dalla ferrovia, pertanto si adoperò per poterla sopprimere, probabilmente pensando di coprire le spese per l’acquisto degli automezzi con i soldi ricavati dalla vendita dei fabbricati e dei terreni.
Ma la Società Cusiana non immaginava minimamente quanto gli abitanti della Riviera fossero affezionati alla loro ferrovia: il 13 giugno 1918 si tenne un’adunanza dei Sindaci della sponda occidentale, i quali si dissero unanimamente contrari al progetto di sostituzione del treno con un autoservizio, che secondo loro non poteva surrogare validamente il mezzo ferroviario. La mozione venne portata al Consiglio Provinciale e per la Società Cusiana il colpo fu duro da assorbire.


(Bibliografia:
F. Ogliari, La navigazione sui laghi italiani – i laghi minori – Orta – Trasimeno – Bolsena – Bracciano. Cavallatto Editori, Milano, 1988.
Documenti dall’archivio storico dell’Associazione Culturale Famiglia Alzese.)
 
 
 
La locomotiva "Alzo"

 

lunedì 27 ottobre 2014

Quando da Alzo partivano i treni a vapore

Come mai ad Alzo una ferrovia con tanto di treno?
Con  l’apertura delle cave di granito, sorse la necessità di sviluppare un sistema di trasporto efficace per il granito. La rete stradale all’epoca era decisamente poco sviluppata e il mezzo di trasporto più moderno era senz’altro la ferrovia, ma le stazioni più vicine erano ad Arona e a Novara.
La società per l’esercizio delle cave di Alzo, nata il 22 settembre 1858 e della quale erano azionisti il parroco don Giulio Ratti di Milano, Cesare Scardini di Pavia, Defendente Vannini (o Vanini) di Milano e Charles Galland di Gozzano, commissionò il progetto per una strada ferrata a cavalli per collegare Alzo con la città di  Novara. Il progetto, affidato agli ingegneri Villier, Sanchey e Nobili De Toma, venne consegnato il 2 marzo 1859. Le stazioni erano sette, poste lungo 43 chilometri complessivi di binario: Novara, Caltignaga, Momo, Borgomanero, Gozzano, Baraggia.

1890ca. costruzione rete ferroviaria di Alzo

Gli ingegneri tennero conto, nel progetto, del fatto che i cavalli non sono in grado di sviluppare grosse potenze, pertanto studiarono un tracciato pianeggiante: era previsto tra Gozzano e Alzo, un rettilineo livellato che attraversava la Baraggia in rilevato, opera molto costosa ma ritenuta indispensabile per consentire ai cavalli di trainare i carri col granito.

Con Regio Decreto n. 719 del 9 aprile 1882 si approvò la costruzione della Ferrovia Gozzano – Alzo. La costruzione fu affidata alla ditta Zanotti & C., il cui proprietario era l’avv. Luigi Razzetti di Parma. L’esercizio iniziò il 17 giugno 1886.

La linea, lunga 7,6 km., serviva le stazioni di Gozzano, Gozzano-Fermata, Cremosina, Pogno-Berzonno, San Maurizio d’Opaglio e Alzo. Il viaggio durava 32 minuti alla folle velocità di 15 km/h! I primi anni di esercizio della ferrovia furono senza dubbio i migliori: si trasportvaa il granito delle cave, le materie prime e lavorati della Cartiera Sonzogno di Pella, i legnami e le merci paesane e, in base ad una convenzione ventennale con lo Stato, anche i passeggeri.

Mappa ferroviaria Gozzano-Alzo

Per approfondire:
F. Ogliari, La navigazione sui laghi italiani – i laghi minori – Orta – Trasimeno – Bolsena – Bracciano, Cavallatto Editori, Milano, 1988.


Documenti dall’archivio storico dell’Associazione Culturale Famiglia Alzese