giovedì 22 giugno 2017

Ricordando l'Open Day di Pettenasco del 2016




Il 13 febbraio 2016 abbiamo inaugurato a Pettenasco il corso di decoro su porcellana, nella nuova sede presso l'Ecomuseo, proseguendo in realtà la ventennale esperienza di Alzo.

Ricordiamo gli incontri avuti in tale giornata, dove l'insegnante Wanda ha dato dimostrazione delle varie tecniche utilizzate, come da alcune immagini che pubblichiamo, suscitando l'interesse delle signore presenti.

Il laboratorio ha proseguito fino al 12 giugno 2017 e verrà ripreso a settembre, dopo la pausa estiva.

giovedì 15 giugno 2017

Scuole chiuse per vacanze estive!

Anche il nostro laboratorio, di decoro a mano su porcellana, si prende una pausa: un po' malinconicamente abbiamo ritirato colori, pennelli e gli oggetti di porcellana con i disegni iniziati o appena abbozzati.

Ritorneremo in autunno a Pettenasco presso la sede dell'Ecomuseo. 
Nel frattempo, racconteremo la nostra attività artistica che prosegue in questa località dal febbraio del 2016 ma iniziata sin dal 1991 ad Alzo.


giovedì 8 giugno 2017

Il giro d'Italia


IL 2° Giro d'Italia si svolse dal 18 maggio al 5 giugno 1910 per 2.987,4 km e fu vinto dall'italiano Carlo Galetti.
Su 101 partenti organizzati in 6 squadre, giunsero al traguardo finale di Milano 20 corridori.
Nel giugno del 1910 sulla stampa locale veniva pubblicizzata la notizia che la 10a tappa del 2° giro d'Italia, nel tragitto Torino-Milano, sarebbe transitata da Borgomanero – Gozzano – Berzonno – Alzo – Cesara – Omegna.
Il Comitato Promotore, in omaggio a tale preferenza, decise di assegnare un premio "Alzo".

Non esistono immagini del passaggio nella nostra frazione di quel Giro d'Italia, mentre possiamo pubblicare foto del 1950 con un gruppo di corridori che transitano per Alzo.

giovedì 1 giugno 2017

I tempi cambiano!

Oggi abbiamo i grandi magazzini, i supermercati, la possibilità di acquistare "online", e i nostri piccoli paesi non offrono ormai che modeste scintille di quel firmamento di attività e di iniziative che erano la quotidianità degli anni passati.

Un piccolo campionario di marchi e loghi forniscono, per Alzo, l'esempio di quella forma di autonomia che i cittadini disponevano utilizzando negozi e servizi a portata di mano perché situati nei confini del territorio comunale.







giovedì 25 maggio 2017

I "Castelli Cusiani": la storia

Il Comune di Castelli Cusiani nasce, con regio decreto, il 28 giugno del 1928 dall'unione dei comuni di San Maurizio d'Opaglio, Pella e Pogno e una parte del territorio di Isola San Giulio, ossia quello sulla sponda occidentale del lago d'Orta; il capoluogo del nuovo comune venne fissato nel territorio di San Maurizio d'Opaglio.
stemma di Pogno
Stemma di Pella dal 1982
Stemma di S.Maurizio d'Op.
dal 1975

La vita di questo ente durò circa vent'anni, perché il 13 dicembre 1946, (con attuazione dal 15 gennaio 1947) furono infatti ricostituiti i Comuni di Pella e di Pogno.


Il Comune di Castelli Cusiani, ridotto al solo territorio di San Maurizio, ripristinò l'antica denominazione di San Maurizio d'Opaglio l'11 marzo del 1948. 




giovedì 18 maggio 2017

Coniglio alla... Pellese


Il borgo di Pella dall'alto
Animale simbolo degli abitanti di Pella, raffigurato nello stemma Comunale mentre sta impaurito tra i fiumi Pellino e Pellesina con la scritta "Timidus in Medio Fluminum", nella ricetta che suggeriamo subisce una ingloriosa fine: finisce in una pentola ... a pressione!.
Ingredienti: un coniglio novello, mezza cipolla, due spicchi d'aglio, rosmarino, olio.
Lo stemma comunale
Rosolate bene, in 6 cucchiai d'olio e con il trito di mezza cipolla, due spicchi d'aglio e del rosmarino, il coniglio tagliato a pezzi fino a quando diventa rosso.
Album di ricette
Quando è ben rosolato, aggiungete mezzo bicchiere di vino rosso e poco poco burro. Mescolate, salate e lasciate evaporare. Quando è evaporato, regolate anche di pepe e aggiungete un poco di dado. Aggiungete 4 mestoli di acqua calda, chiudete la pentola a pressione.
Lasciate sul fuoco 10 minuti da quando la pentola avrà iniziato a fischiare. Stop prima parte.
La mattina dopo – il coniglio non va assolutamente ritirato in frigorifero – sollevate il coperchio, togliete l'olio se l'eccedenza sarà affiorata in superficie e fatelo cuocere altri 10 minuti sempre dal fischio della pressione. Al termine del tempo, se risultasse presente troppo sugo, fatelo asciugare a fuoco vivo per il tempo necessario. 
Per un'ottima riuscita è molto importante una rosolatura "decisa" del coniglio. Se viene acquistato e poi congelato, dopo lo scongelamento dovrà essere lavato e ben bene asciugato.
Una ingloriosa ma saporita finale del coniglio pellese!

giovedì 11 maggio 2017

Il vascone di Alzo



Esisteva un vascone di granito nel quale confluiva l'acqua di una sorgente, che veniva chiamata "strola", per far bere i cavalli. Questo vascone era collocato alla fine dell'abitato di Alzo, prima della casa ad arco, a fianco dell'edificio adibito a cinematografo negli anni '70 dello scorso secolo.
In un secondo tempo fu trasportato con i "barozz" trainati da buoi, nella piazza Fiorentini.
Durante la costruzione della nuova sede dell'uffico postale, subì un nuovo spostamento temporaneo, relegato in un angolo della piazza stessa.
Quando l'ufficio postale fu terminato, il vascone di granito è stato posto nel mezzo della piccola piazzola che fa da salotto, luogo di incontro per quattro chiacchiere tra amici, ed è adibito a fioriera per abbellire il luogo stesso.

Un lodevole esempio di reimpiego di manufatti utilizzati diversamente da quello originale.

giovedì 4 maggio 2017

Il secolare ippocastano

Era il 15 marzo del 2004 quando gli alzesi assistettero all'abbattimento dell'ippocastano che troneggiava nella panoramica piazza della frazione.
Fu un giorno memorabile per molti cittadini che, dietro le transenne, guardavano le complesse operazioni per sezionare il monumentale albero, alto 36 metri e vecchio di oltre cento anni. Infatti già nel 1907 furono spese ben 10 lire per provvedere alla sua concimazione.
Si guardavano e si commentavano i movimenti degli operai, bisbigliando come se si fosse ad una veglia funebre di un congiunto. Per tanti alzesi, in effetti, è stato come dire "addio" ad un caro amico.
Come non ricordare quando, all'ombra dei suoi rami, sostavano gli anziani del paese a fare le solite quattro chiacchiere mentre i bambini giocavano intorno sotto gli sguardi vigili di nonne e mamme....

La piazza è sempre accogliente con il prato verde e l'aiuola centrale fiorita, ma resta la nostalgia del grande ippocastano.




giovedì 27 aprile 2017

Il drago dell'isola evocato nei rubinetti delle fontane



il drago processionale dell'isola
La storia del rubinetto rimanda all’energia immensa dell’acqua, elemento vitale ma anche insidioso e distruttivo, come i demoni che popolavano un tempo il Lago d’Orta e la sua isola.
Narra la leggenda che san Giulio li vinse. E per secoli, gli uomini della Riviera ne tramandarono la memoria nelle loro processioni, precedute da una macchina a forma di drago alato con le fauci spalancate e gli occhi luciferini: un mostro che, a volte, gli artigiani presero a modellare sugli acquamanili, sulle bocche delle fontane e, quindi, sui primi rubinetti.
la fontana al cimitero
il mascherone del lavatoio
Anche i mascheroni sono tipiche forme decorative delle fontane pubbliche da cui sgorga l'acqua: l'origine di tale usanza deriverebbe dall'antica Grecia, in particolare dell'età ellenistica, ed era considerato come segno di benvenuto.
Esistono ancora testimonianze di tali manufatti artigianali, ormai superati da nuove forme estetiche e tecnologicamente avanzate. Alcune immagini recentemente acquisite in zona, informano sulla  loro attuale presenza nel nostro territorio.

E' possibile documentarsi sull'argomento, in modo più dettagliato, presso il Museo del Rubinetto di San Maurizio d'Opaglio dove in mostra vi sono antichi reperti storici.

giovedì 20 aprile 2017

Il magico mondo del cinema

Ad Alzo esisteva il cinematografo!
sede del cinematografo ad Alzo
Lo stabile, tuttora esistente, si trova verso l'uscita nord del paese ed è di proprietà della famiglia De Gennaro che, all'epoca, lo aveva concesso in uso senza chiedere alcun compenso.
Dopo la seconda guerra mondiale, il parroco di allora - don Luigi Calderoni – che aveva una dinamicità esemplare nel rendere attiva la comunità alzese, si era munito di una macchina da proiezione utilizzata per gli intrattenimenti cinematografici.
la locandina del film girato nel 1942 sul lago d'Orta
L'edificio consisteva in una sala con palco dove si faceva anche teatro. La platea era attrezzata con le panchine e la galleria, alla quale si accedeva attraverso una scala, aveva le poltroncine per circa 150 posti, tutta a gradini e l'ultima fila toccava il soffitto.
Si proiettavano films il venerdì, sabato e domenica facendo arrivare le pellicole da Milano, da dove giungevano con il treno fino a Gozzano.
una scena del film La Maestrina sul  Sacro Monte d'Orta
Il noleggio lo si condivideva con Pogno passando le pellicole tra un tempo e l'altro: ad Alzo si proiettava il primo tempo e poi, via con la moto, si portava la pellicola a Pogno che a sua volta doveva proiettare il primo tempo mentre ad Alzo veniva proiettato il secondo tempo. Alla mattina del lunedì, per non pagare un giorno in più di noleggio, si restituiva la pellicola a Milano.

Ora l'edificio è abbandonato ed inutilizzato da anni e ben pochi cittadini ricordano quei tempi...

giovedì 13 aprile 2017

Il tempo delle Tenebre


timebar

La Settimana Santa nella liturgia cristiana è uno dei momenti di grande misticismo della stessa religione.
Fino a qualche decennio fa in ogni regione d'Italia c'erano le pratiche sonore della Settimana Santa utilizzando gli "strumenti delle tenebre" per sottolineare i momenti più importanti della giornata liturgica legati alle funzioni religiose.
timebar
L'impiego di tali strumenti era riservato alle funzioni dell'ufficio del Mattutino e delle Laudi del giovedì, venerdì e sabato santo, ufficio detto appunto "delle tenebre" per il suo carattere mistico.
vari tipi di garagula
Nei nostri paesi, i modesti "strumenti musicali", che avevano lo scopo di sostituire le campane nell'annunciare l'inizio delle celebrazioni liturgiche, erano costituiti dal "tinebar" (il nome richiama già il suo impiego) formato da un'asse di legno sulla quale venivano fissate delle maniglie metalliche rotanti che, agitata da destra a sinistra e viceversa, produce il rumore dei chiodi che crocifissero Gesù.
la garagula
La "garagula" è una manovella di legno che tramite la rotazione di una lamina flessibile che raschia una ruota dentellata fissata al manico, produce suoni brevi e secchi.

Veniva utilizzata dai ragazzi, in sostituzione delle campane della chiesa, che passavano per le strade del paese per segnare le ore più importanti della giornata liturgica, gridando nel dialetto locale " ei i primi boi dla mesa seca", intesa come messa secca perché non c'era la consacrazione.

lunedì 10 aprile 2017

La casera o casutin dal lach


casutin dal lach
la bùrela
L'ubicazione delle cascine è sempre stata razionale, poste in posizioni più adatte alle esigenze ed alle loro funzioni e, se situate vicino ad un corso d'acqua, potevano avere anche un piccolo lavatoio.
stampi per il burro
L'edificio veniva chiamato "casera o "casutin dal lach" e poteva costituire un corpo staccato dalla cascina vera e propria.
In caso di terreno con forte pendenza, caso frequente nel territorio di Pella, il piano terra era interrato e rimaneva molto umido e fresco e veniva utilizzato per la conservazione dei prodotti caseari: il burro prodotto nella "bùrela", che poteva avere una forma ovale detta "mota" o di panetti rettangolari fatti con gli stampi di legno decorati, ed i formaggi.
Dove c'era un vicino ruscello, l'acqua corrente veniva utilizzata per tenere al fresco la "biela", un recipiente in terracotta, con l'interno smaltato dentro cui stava il latte già separato dalla panna.

Tempi lontani ormai perché oggi abbiamo il "latte crudo alla spina", le nuove casette del latte!

giovedì 6 aprile 2017

Affreschi murali ed edicole votive a Pella

 
Lo sguardo del visitatore, quando arriva a Pella, è attratto dalla visione del lago e dalla prospettiva che offre la sponda opposta e ben poca attenzione viene riservata a modeste opere d'arte di carattere devozionale o profano che arricchiscono le pareti di edifici, ormai appartati e seminascosti dai nuovi manufatti, testimonianze sbiadite ma ancora vive a ricordo di un tempo perduto.
Rimasti sui muri scrostati, chiedono alle nostre menti, sempre più distratte, un attimo di attenzione e di riflessione su questa arte popolare di minore importanza, espressa dalla devozione semplice e genuina di chi li ha fatti eseguire affidandosi all'opera umile dei frescatori di paese e d'osteria, diventando autentici documenti delle condizioni di vita, dei costumi e delle fatiche del mondo di un tempo.

Potrebbe diventare un nuovo itinerario turistico la ricerca e la scoperta di cappelle, edicole e affreschi in generale, arricchendo la nostra conoscenza del territorio in un percorso artistico- naturalistico.

lunedì 3 aprile 2017

Massimo Simonetta, scienziato nucleare nato ad Alzo

Tra i personaggi a cui Alzo diede i natali, merita senz'altro un posto di riguardo un uomo che ha fatto onore non solo al suo paese natale, ma anche alla sua nazione. Si tratta del fisico nucleare Massimo Simonetta, nato il 26 febbraio 1920.

Si laureò in chimica industriale nel 1943, in ingegneria chimica nel 1946 ed in fisica nel 1949.
Riconoscimento dell'istituto dei Lincei
1986:muore il prof. Simonetta
Dopo un periodo di ricerche e di insegnamento al Politecnico di Milano, nel 1950 lasciò la cattedra per recarsi in California, all'Institue of Technology di Pasadena. Nel 1955 fu chiamato dalla Facoltà di Scienze M.F.N. dell’Università di Milano, come professore straordinario di Chimica Fisica. Qui, sorto l’Istituto di Chimica Fisica (poi Dipartimento di Chimica Fisica ed Elettrochimica), ne divenne fin dall’inizio direttore. Passati i primi anni di carriera, dedicati alla chimica organica e all’elettrochimica, sviluppò un interesse profondo per la chimica teorica e la Chimica fisica organica, con un duraturo interesse per le relazioni fra struttura e reattività in molecole organiche, per i cammini di reazione allo stato solido e per le strutture di molecole assorbite su superfici metalliche.
La sua cultura poliedrica gli permise di svolgere con alcuni allievi, studi di processi chimici industriali per la sintesi di importanti prodotti di base per la grande industria chimica che negli anni Cinquanta e Sessanta si stava diffondendo in Italia.

Ha pubblicato, da solo o in collaborazione, più di quattrocento lavori su riviste a diffusione internazionale.