giovedì 17 agosto 2017

Il fascino del passato



Come non lasciarsi conquistare dalle splendide opere che ammiriamo nei musei!
E’ “presunzione” interpretare, con metodi moderni su porcellane attuali, gli antichi soggetti?
Per noi è stato un atto di omaggio e di ammirazione per quei lontani artisti che ci hanno tramandato tanta bellezza

Storia, leggenda, mitologia! Una quadriga, giovinetti che corrono per gioco? per gara? Un mondo antico ma ancora carico di fascino che piace evocare nell’interpretazione delle due arti: ricamo e decoro!





Archeologia: La Grecia! L’Etruria!
Le nobili arti di plasmare il marmo, il bronzo, gli affreschi, le ceramiche: la culla della nostra civiltà, del nostro sapere.


giovedì 10 agosto 2017

Ricami e porcellane: emozioni visive

Magia del decoro: lievi pennellate e sfumature di colore sulla bianca porcellana.
Un emotivo incontro fra due creatività.

Ars Canusina! Punti precisi e perfetti si alternano nei riccioli e nel ricamo dai colori delicati e tenui sull’importante tovaglia. I decori monocolore dei piatti caratterizzano la libera interpretazione su porcellana.




L’arte del punto antico si unisce al pregio della precisione delle sfilature, creando un armonioso effetto che seduce con l’alternarsi dei pieni e dei vuoti. Le vedute riprodotte sulla porcellana evocano altri tempi ed altri luoghi…

Tra i perfetti quadrati sono imprigionati fiori leggeri e trasparenti che si alternano alle sfilature e alla tessitura tipica della tecnica Hardanger di origine norvegese. L’esplosione dei colori fissati da eleganti volute a pennello su porcellana, confrontano l’abilità delle tue tecniche.


giovedì 3 agosto 2017

Mani femminili creano capolavori!

Mani femminili creano capolavori:
pizzi, trine, merletti, come nuvole soffuse di trasparenze.
Magia del decoro: lievi pennellate e sfumature di colore sulla bianca porcellana.
Un emotivo incontro fra due creatività.

Aiuole fiorite dai vivaci colori richiamano la piena estate e sprigionano dal bouquet tanta bellezza. Le porcellane interpretano in sintonia lo splendore dei colori e i fiori sono così imprigionati per sempre dal prezioso decoro.

Fiori colorati, tenui fili d’erba e delicate coccinelle arredano la tavola che, come un prato fiorito, invita ad un convivio di allegria e serenità. Sul candore del lino bianco armoniose volute di farfalle in volo... E’ primavera: lo conferma il cache-pot che ripete il soggetto in un’interpretazione altrettanto allegra e colorata


Sbocciano e ondeggiano i girasoli nella continua offerta delle corolle al sole: scossi dal vento, alcuni petali cadono lievemente dagli opulenti fiori dei sottopiatti che armonizzano con la tovaglia.

giovedì 27 luglio 2017

Trionfo della creatività femminile

Il piacere di creare, nello spirito di armoniosa collaborazione tra il ricamo ed il decoro, ci ha portato a realizzare  mostre itineranti a Gignese (Museo dell'Ombrello), Ameno (Palazzo Tornielli), Orta (Palazzo della Riviera), Gozzano (Sala degli stemmi del Comune)  e Pella (ex scuola elementare).


Nelle volute riprodotte ad ago sul tessuto, il prestigio del ricamo Bandera suscita sensazioni di incanto e poesia, in un’atmosfera di storia propria della terra piemontese. Spiccano il centro tavola ed il vassoio in raffinata porcellana di Limoges che abbinano, nella tecnica del decoro, un’interpretazione dello stesso soggetto.




Tovaglia a fiori colorati sul prezioso lino bianco, petali leggeri che formano le inconsuete corolle, tra sogno e fantasia. La tecnica precisa e puntigliosa del ricamo, ha la stessa leggerezza del decoro sul piatto-torta dalle pennellate decise e lievi nello stesso tempo.




Un’insolita interpretazione monocolore per una elegantissima tavola dove il romantico disegno geometrico Hardanger fa apprezzare la pazienza e la maestrìa della sua esecuzione. L’alzatina da frutta e i due candelabri in porcellana, che nel colore delle violette riprendono i toni della tovaglia, vivacizzano l’abbinamento.




giovedì 20 luglio 2017

Un'arte antichissima: il ricamo

Il ricamo è un’arte antichissima apparsa probabilmente in Oriente, poi arrivata in Occidente, e rappresentava il modo più semplice per impreziosire e personalizzare, aumentandone così in dignità e prestigio, i capi di abbigliamento.
In Italia, e precisamente in Sicilia, quest’arte inizia intorno all’anno mille durante il dominio dei Saraceni che vi introducono laboratori di tessitura e di ricamo. La parola ricamo deriva dal lemma arabo raqm (racam) che significa “segno, disegno”
La condizione sociale della donna, qualsiasi essa fosse, sin dai tempi più remoti non è mai stata di impedimento affinché sin da fanciulle imparassero l’arte della tessitura, del cucito e del ricamo. La letteratura pittorica ci offre immagini che riflettono situazioni e immaginazioni legate alla nobile arte del ricamo, esaltata da artisti di fama che, negli atteggiamenti delle donne intente a questo compito, hanno intravisto bellezza, armonia nei gesti e nelle espressioni, immortalandole sulle tele. Ogni artista attraverso il pennello, ha testimoniato il tempo e l’azione, che oggi possiamo vedere ed interpretare nel quadro che ammiriamo.



Il rituale del the diventa un momento di compiacimento personale: una deliziosa tovaglietta per stupire le amiche e, nello stesso tempo, accogliere con garbo e signorilità. Le porcellane decorate a mano completano la piacevolezza dell’incontro.

giovedì 13 luglio 2017

Fragili lussi e arte al femminile

In un prismatico gioco di fili, tele e porcellane, l’arte interpretata al femminile, racconta lo straordinario viaggio intrapreso da un gruppo di donne nei rispettivi ruoli di ricamatrici e decoratrici. Trine ad ago dalla leggerezza di una piuma, fiorire di punti, volute e fregi, sfumature, gradazioni cromatiche realizzati su tessuto o su oggetti di porcellana: è così che fili del ricamo s’intrecciano idealmente alle trame dei decori in un’armonia di preziose opere che ogni donna sogna di sapere eseguire e di possedere.
Il gruppo "Isole nella corrente", vi guida nelle mostre itineranti organizzate nel suo ventennale di attività.

Il punto pittura, magistralmente eseguito sul prezioso lino, sembra sprigionare il profumo della natura così sapientemente evocata. La preziosa tazzina e il vassoietto porta-calamaio sono in sintonia con l’interpretazione di un decoro di decise ma delicate pennellate.

giovedì 6 luglio 2017

Fragili Lussi

La porcellana fu scoperta in Cina in tempi assai remoti e ben presto si sostituì negli impasti ceramici già conosciuti, grazie al caolino, materia prima nella composizione che trae il suo nome dal giacimento di Kaulin nella provincia cinese del Kiangsi, mentre le prime decorazioni sono documentate a partire dal 900 d.C.


Le prime porcellane europeee nascono nel 1709 in Sassonia. Nel 1710 fu fondata la manifattura di Meissen con sede nel castello di Albrechtsburg, la cui produzione inizialmente fu ispirata ai modelli cinesi.

In Francia si riuscì a ottenere la porcellana a pasta dura (che cuoce a 1400°) nel 1768 a Sèvres. La manifattura di Limoges fu fondata nel 1771 sotto la tutela del Conte d’Artois dopo la scoperta di una cava di caolino vicino a Limoges.


Dal 1991 un gruppo di signore frequentano corsi di decoro su porcellana, guidate da insegnanti di grande esperienza.Anno dopo anno, le allieve hanno raggiunto un'ottima capacità creativa, tanto da adottare stili e tecniche diverse nella decorazione.

Nato come semplice hobby,  è un modo di stare insieme e di trascorrere ore piacevoli, come è possibile verificare di persona visitando il laboratorio del gruppo "Isole nella corrente" presso la sede dell'Ecomuseo a Pettenasco. 

giovedì 29 giugno 2017

Le tecniche per decorare a mano la porcellana

Sull'arte del decoro della porcellana va specificato che essa è indicata come "tecnica del terzo fuoco", così  chiamata perché la porcellana che viene decorata subisce tre cotture in quanto è una decorazione sopra smalto eseguita su un rivestimento già cotto e vetrificato. 
Questo tipo di decorazione permette di ottenere risultati molto precisi, ma richiede grande abilità e una mano ben ferma. 

tecnica Olio Molle
tecnica tradizionale stile Limoges
Le tecniche utilizzate variano dalle classiche 
Meissen e Limoges, alle moderne procedure impressioniste con l'uso di olio Molle ed altri materiali quali oro zecchino, foglia oro e lustri.




Presso il laboratorio di Pettenasco, il gruppo "Isole nella corrente" produce oggetti di porcellana, decorati a mano, di alto livello artigianale.


giovedì 22 giugno 2017

Ricordando l'Open Day di Pettenasco del 2016




Il 13 febbraio 2016 abbiamo inaugurato a Pettenasco il corso di decoro su porcellana, nella nuova sede presso l'Ecomuseo, proseguendo in realtà la ventennale esperienza di Alzo.

Ricordiamo gli incontri avuti in tale giornata, dove l'insegnante Wanda ha dato dimostrazione delle varie tecniche utilizzate, come da alcune immagini che pubblichiamo, suscitando l'interesse delle signore presenti.

Il laboratorio ha proseguito fino al 12 giugno 2017 e verrà ripreso a settembre, dopo la pausa estiva.

giovedì 15 giugno 2017

Scuole chiuse per vacanze estive!

Anche il nostro laboratorio, di decoro a mano su porcellana, si prende una pausa: un po' malinconicamente abbiamo ritirato colori, pennelli e gli oggetti di porcellana con i disegni iniziati o appena abbozzati.

Ritorneremo in autunno a Pettenasco presso la sede dell'Ecomuseo. 
Nel frattempo, racconteremo la nostra attività artistica che prosegue in questa località dal febbraio del 2016 ma iniziata sin dal 1991 ad Alzo.


giovedì 8 giugno 2017

Il giro d'Italia


IL 2° Giro d'Italia si svolse dal 18 maggio al 5 giugno 1910 per 2.987,4 km e fu vinto dall'italiano Carlo Galetti.
Su 101 partenti organizzati in 6 squadre, giunsero al traguardo finale di Milano 20 corridori.
Nel giugno del 1910 sulla stampa locale veniva pubblicizzata la notizia che la 10a tappa del 2° giro d'Italia, nel tragitto Torino-Milano, sarebbe transitata da Borgomanero – Gozzano – Berzonno – Alzo – Cesara – Omegna.
Il Comitato Promotore, in omaggio a tale preferenza, decise di assegnare un premio "Alzo".

Non esistono immagini del passaggio nella nostra frazione di quel Giro d'Italia, mentre possiamo pubblicare foto del 1950 con un gruppo di corridori che transitano per Alzo.

giovedì 1 giugno 2017

I tempi cambiano!

Oggi abbiamo i grandi magazzini, i supermercati, la possibilità di acquistare "online", e i nostri piccoli paesi non offrono ormai che modeste scintille di quel firmamento di attività e di iniziative che erano la quotidianità degli anni passati.

Un piccolo campionario di marchi e loghi forniscono, per Alzo, l'esempio di quella forma di autonomia che i cittadini disponevano utilizzando negozi e servizi a portata di mano perché situati nei confini del territorio comunale.







giovedì 25 maggio 2017

I "Castelli Cusiani": la storia

Il Comune di Castelli Cusiani nasce, con regio decreto, il 28 giugno del 1928 dall'unione dei comuni di San Maurizio d'Opaglio, Pella e Pogno e una parte del territorio di Isola San Giulio, ossia quello sulla sponda occidentale del lago d'Orta; il capoluogo del nuovo comune venne fissato nel territorio di San Maurizio d'Opaglio.
stemma di Pogno
Stemma di Pella dal 1982
Stemma di S.Maurizio d'Op.
dal 1975

La vita di questo ente durò circa vent'anni, perché il 13 dicembre 1946, (con attuazione dal 15 gennaio 1947) furono infatti ricostituiti i Comuni di Pella e di Pogno.


Il Comune di Castelli Cusiani, ridotto al solo territorio di San Maurizio, ripristinò l'antica denominazione di San Maurizio d'Opaglio l'11 marzo del 1948. 




giovedì 18 maggio 2017

Coniglio alla... Pellese


Il borgo di Pella dall'alto
Animale simbolo degli abitanti di Pella, raffigurato nello stemma Comunale mentre sta impaurito tra i fiumi Pellino e Pellesina con la scritta "Timidus in Medio Fluminum", nella ricetta che suggeriamo subisce una ingloriosa fine: finisce in una pentola ... a pressione!.
Ingredienti: un coniglio novello, mezza cipolla, due spicchi d'aglio, rosmarino, olio.
Lo stemma comunale
Rosolate bene, in 6 cucchiai d'olio e con il trito di mezza cipolla, due spicchi d'aglio e del rosmarino, il coniglio tagliato a pezzi fino a quando diventa rosso.
Album di ricette
Quando è ben rosolato, aggiungete mezzo bicchiere di vino rosso e poco poco burro. Mescolate, salate e lasciate evaporare. Quando è evaporato, regolate anche di pepe e aggiungete un poco di dado. Aggiungete 4 mestoli di acqua calda, chiudete la pentola a pressione.
Lasciate sul fuoco 10 minuti da quando la pentola avrà iniziato a fischiare. Stop prima parte.
La mattina dopo – il coniglio non va assolutamente ritirato in frigorifero – sollevate il coperchio, togliete l'olio se l'eccedenza sarà affiorata in superficie e fatelo cuocere altri 10 minuti sempre dal fischio della pressione. Al termine del tempo, se risultasse presente troppo sugo, fatelo asciugare a fuoco vivo per il tempo necessario. 
Per un'ottima riuscita è molto importante una rosolatura "decisa" del coniglio. Se viene acquistato e poi congelato, dopo lo scongelamento dovrà essere lavato e ben bene asciugato.
Una ingloriosa ma saporita finale del coniglio pellese!

giovedì 11 maggio 2017

Il vascone di Alzo



Esisteva un vascone di granito nel quale confluiva l'acqua di una sorgente, che veniva chiamata "strola", per far bere i cavalli. Questo vascone era collocato alla fine dell'abitato di Alzo, prima della casa ad arco, a fianco dell'edificio adibito a cinematografo negli anni '70 dello scorso secolo.
In un secondo tempo fu trasportato con i "barozz" trainati da buoi, nella piazza Fiorentini.
Durante la costruzione della nuova sede dell'uffico postale, subì un nuovo spostamento temporaneo, relegato in un angolo della piazza stessa.
Quando l'ufficio postale fu terminato, il vascone di granito è stato posto nel mezzo della piccola piazzola che fa da salotto, luogo di incontro per quattro chiacchiere tra amici, ed è adibito a fioriera per abbellire il luogo stesso.

Un lodevole esempio di reimpiego di manufatti utilizzati diversamente da quello originale.

giovedì 4 maggio 2017

Il secolare ippocastano

Era il 15 marzo del 2004 quando gli alzesi assistettero all'abbattimento dell'ippocastano che troneggiava nella panoramica piazza della frazione.
Fu un giorno memorabile per molti cittadini che, dietro le transenne, guardavano le complesse operazioni per sezionare il monumentale albero, alto 36 metri e vecchio di oltre cento anni. Infatti già nel 1907 furono spese ben 10 lire per provvedere alla sua concimazione.
Si guardavano e si commentavano i movimenti degli operai, bisbigliando come se si fosse ad una veglia funebre di un congiunto. Per tanti alzesi, in effetti, è stato come dire "addio" ad un caro amico.
Come non ricordare quando, all'ombra dei suoi rami, sostavano gli anziani del paese a fare le solite quattro chiacchiere mentre i bambini giocavano intorno sotto gli sguardi vigili di nonne e mamme....

La piazza è sempre accogliente con il prato verde e l'aiuola centrale fiorita, ma resta la nostalgia del grande ippocastano.




giovedì 27 aprile 2017

Il drago dell'isola evocato nei rubinetti delle fontane



il drago processionale dell'isola
La storia del rubinetto rimanda all’energia immensa dell’acqua, elemento vitale ma anche insidioso e distruttivo, come i demoni che popolavano un tempo il Lago d’Orta e la sua isola.
Narra la leggenda che san Giulio li vinse. E per secoli, gli uomini della Riviera ne tramandarono la memoria nelle loro processioni, precedute da una macchina a forma di drago alato con le fauci spalancate e gli occhi luciferini: un mostro che, a volte, gli artigiani presero a modellare sugli acquamanili, sulle bocche delle fontane e, quindi, sui primi rubinetti.
la fontana al cimitero
il mascherone del lavatoio
Anche i mascheroni sono tipiche forme decorative delle fontane pubbliche da cui sgorga l'acqua: l'origine di tale usanza deriverebbe dall'antica Grecia, in particolare dell'età ellenistica, ed era considerato come segno di benvenuto.
Esistono ancora testimonianze di tali manufatti artigianali, ormai superati da nuove forme estetiche e tecnologicamente avanzate. Alcune immagini recentemente acquisite in zona, informano sulla  loro attuale presenza nel nostro territorio.

E' possibile documentarsi sull'argomento, in modo più dettagliato, presso il Museo del Rubinetto di San Maurizio d'Opaglio dove in mostra vi sono antichi reperti storici.